Tav, Zingaretti: “Basta incertezze”

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Il neosegretario Pd a Torino incontra il presidente Chiamparino e rilancia il sì alla Tav: “Abbiamo alle spalle nove mesi di propaganda, molti selfie, molti sorrisi, ma in realtà questo paese è in ginocchio”.

Ripartire. Bisogna ripartire, perché “non si può vivere con il costo dell’incertezza che sta piegando il nostro Paese”, e per farlo il neo segretario del Pd ha scelto Torino, una città simbolo perché è lì che è che si gioca la battaglia per la Tav. Che nelle parole di Zingaretti non è soltanto un pezzo importante delle reti transeuropee, ma diventa “il simbolo nazionale di come non ci si deve comportare rispetto alle aspettative di futuro, perché per nascondere una divergenza politica ogni settimana se ne ascolta una e, intanto, il cantiere è fermo”.

“Basta selfie, l’Italia deve ripartire”

Incoronato appena poche ore fa dalle primarie, Zingaretti prima incontra il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, e poi si ferma coi giornalisti, risponde alle domande, legge qualche appunto, e insiste sul fatto che è importante che il primo atto da segretario Pd sia proprio quello di dare un segnale: “l’Italia deve ripartire”.

Abbiamo alle spalle nove mesi di molta propaganda – dice – molte parole, molti selfie, molti sorrisi, ma in realtà questo paese è di nuovo in ginocchio. La produzione industriale è crollata, il fatturato delle aziende è crollato, anche gli indici di fiducia di aziende e consumatori sono scesi”.

Il lavoro per rimettere in piedi l’Italia, i governi Pd lo avevano cominciato a fare, “in maniera forse non sufficiente – ammette Zingaretti – ma si era iniziato. Questo governo sta mettendo indietro le lancette dell’orologio e il costo di questa incertezza si scarica sulle famiglie e soprattutto sui giovani perché l’Unione Europea sta investendo sul proprio futuro, mentre l’Italia sembra aver smesso“.

Il governo gioca a figurine

Zingaretti rimarca come fra Salvini e Di Maio i punti di contatto siano sopratutto quelli dello scambio di favori: “Giocano con i programmi – afferma – come con le figurine: io do una cosa a te tu ne dai una a me. Non c’è un singolo argomento su cui la maggioranza sia unita da una visione di futuro del Paese“.

Per il neo segretario dem occorre guardare anche ai tanti scontenti di 5 Stelle e Lega: “Noi vogliamo unire l’Italia per renderla più forte – sottolinea – voglio parlare anche si tantissimi che hanno votato 5 Stelle, che hanno votato Salvini perché catturati da parole che guardavano alla speranza, e che ora cominciano a capire che non è così, perché l’Italia si è fermata“.
Quei cittadini “ora attendono segnali di coerenza che sono quelli di costruire un’agenda per la crescita e il lavoro fondata sulla sostenibilità ambientale“.

Umiltà e unità, le parole chiave di Zingaretti

Con la forza dell’umiltà e dell’unità, Zingaretti si augura che finalmente le cose possano cambiare: “In Italia si è aperta una nuova stagione, dobbiamo essere molto umili e molto, molto uniti e dobbiamo produrre una grande innovazione insieme per ricostruire l’empatia con questo Paese, non con pacche sulle spalle, ma dimostrando che con noi questo Paese cambia e dietro alla parola cambiamento c’è il concetto di migliorare e non peggiorare“.
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