Un miracolo chiamato Zingaretti: “Da grande? Faccio il Presidente della Regione”

Focus

Il Governatore del Lazio vince sfiorando il 34 per cento dei consensi: “Ora è il tempo della rigenerazione del centrosinistra”

Lo ha detto e ripetuto ogni giorno della sua campagna elettorale: uniti si vince. E Nicola Zingaretti ha vinto.

E’ stato il primo Presidente uscente della Regione Lazio ad essere rieletto. Il primo a cui i cittadini laziali hanno riconosciuto il merito di aver lavorato bene. Aveva preso una Regione in dissesto finanziario e con la sanità commissariata (“merito” delle amministrazioni di centrodestra) e l’ha risanata; aveva un’idea di futuro e di buona amministrazione e l’ha messa in atto. E i cittadini lo hanno premiato: con tanti, tantissimi voti, soprattutto nella Capitale disastrosamente amministrata dalla Raggi. Molto probabilmente è stata proprio la prima cittadina romana ad aver trascinato la candidata grillina Roberta Lombardi fino al terzo posto, una zavorra che le è costata molto. Anche per Stefano Parisi, il milanese, non c’è stata partita: la carta tentata dal centrodestra soltanto nell’ultimo mese si è fermato al 31,4%. La spina nel fianco rappresentata da Sergio Pirozzi, il sindaco di Amatrice, che non ha voluto fare un passo indietro, non lo ha davvero aiutato.

I numeri

Il Governatore del Lazio vince sfiorando il 34 per cento dei consensi, che è molto di più di quanto ottenuto da tutta la sua coalizione (nella quale c’era anche Liberi e uguali). “C’è stata un’alleanza di coalizione larga e pluralista, grazie a chi ha votato, abbiamo sfatato il mito nel Lazio dove non si rivinceva e a me fa molto piacere, in un tempo nel quale le elezioni le vince solo chi sta all’opposizione”.

Si stima che Zingaretti solo a Roma abbia preso 250 mila voti in più rispetto alla coalizione che lo sosteneva, sintomo che è proprio la sua persona ad aver convinto. Del resto il centrosinistra ha superato nella circoscrizione Lazio I appena il 24 per cento, mentre nel Lazio 2 si è fermata poco sopra il 17. Per questo la parola “miracolo” è quella più usata per definire l’impresa.

Un successo eclatante da cui si deve ripartire. Lo ha detto lo stesso governatore, che dopo la vittoria ha parlato ai suoi da Piazza di Pietra, al Tempio di Adriano, lanciando un segnale chiaro: “Ora è il tempo della rigenerazione”. Un concetto che ribadisce e spiega in un’intervista al Tg regionale: “Non so se parlare di un modello Lazio ma sicuramente è evidente un bisogno di rigenerazione nel centrosinistra e possiamo dire che questa esperienza può aiutare. Servono esempi positivi. Rigenerare deve essere la parola chiave”.

Il riferimento è ovviamente ai risultati del Pd in questa tornata elettorale:  “Il voto del Lazio è importante perché è avvenuto nello stesso giorno della più devastante sconfitta per le forze del centrosinistra della storia della Repubblica. E’ un voto totalmente in controtendenza, che segna che siamo vivi, vitali e vittoriosi. Da questo mi muoverò”.

Perché il risultato elettorale non è solo un problema del Pd, ma è si è rotto qualcosa nel rapporto con la società. E così non si va lontano: “Noi – ha detto ancora Zingaretti – abbiamo dimostrato nel Lazio che si può fare, si può essere diversi ma uniti e avere una leadership forte sul pluralismo“.

Cosa farò se mi chiederanno di far il segretario del Pd?

Zingaretti parla chiaro: “I soldati sono utili nell’esercito, in politica servono persone che fanno politica e io lo faccio. Se non avessi governato come ho governato oggi non saremmo qui. Ho dato il mio contributo al centrosinistra governando il Lazio. Se mi chiedono cosa farò da grande dico il presidente della Regione Lazio”. 

In questi giorni si tireranno le somme e sarà così più chiara anche la composizione dell’aula del consiglio regionale. Sarà una Pisana diversa dalla precedente legislatura, Zingaretti e i suoi non avranno i numeri degli ultimi cinque anni, ma per il governatore la priorità era vincere per dare continuità all’azione amministrativa. “Stiamo vedendo in queste ore – dice in conferenza stampa- , ma noi come sempre non abbiamo atteggiamenti arroganti o di chiusura. Per noi è normale coinvolgere le opposizioni, lo abbiamo sempre fatto”.

 

<<< Guarda qui il primo discorso di Nicola Zingaretti dopo la vittoria >>>

 

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