Storia di una bufala nucleare

Scienza

Intervista a Fernando Ferroni, presidente dell’Infn presso il Laboratorio nazionale del Gran Sasso

Attenzione che dall’antiscienza alla fantascienza il passo è breve. E, badate bene, la scienza c’entra poco. C’entrano invece le strategie politiche che spianano la strada ai Trump del nuovo millennio.

Il ragionamento è più o meno questo: se uno vale uno allora tutto è relativo, i fatti non sono più incontestabili, le verità, anche quelle scientifiche, sono discutibili. Educare le persone all’evidenza empirica significa abituarle, nel quotidiano, a fare altrettanto, coltivare il relativismo e svincolare la realtà dai fatti vuol dire aprire la strada alle teorie alternative: in una parola, alle fake news. Ne deriva che le false notizie possono deviare il corso della democrazia, e questo lo sapevamo, portandosi dietro il progresso di una nazione, come nel caso che vi raccontiamo.

Questa doverosa premessa serve a individuare bene quello che sta succedendo nella pancia del Gran Sasso, dove gli eredi dei ragazzi di via Panisperna cercano il neutrino di cui si compone il lato oscuro della materia, che non è una battuta di Star Wars ma un esperimento di prestigio internazionale in fisica delle particelle chiamato Sox. Mettiamola così: il Nobel ce l’hanno soffiato gli americani per una “botta di culo”, visto che la stessa antenna pisana Virgo, gemella della statunitense Ligo, avrebbe potuto intercettare l’onda gravitazionale, se solo non fosse stata in quel momento spenta. Ma la scienza ha due qualità: non è democratica, come scrive nel suo libro-manifesto il virologo Burioni, ma è invece sportiva: i primi a gioire di quel Nobel sono stati proprio  quelli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Gli stessi scienziati che oggi sono additati come pericolosi stregoni da una trasmissione televisiva – Le Iene–  che ha dimostrato in passato di capirci ben poco dell’argomento (vedi alla voce Stamina)  e dal M5S che ha promosso una risoluzione in consiglio regionale dell’Abruzzo per bloccare l’attività del Laboratorio del Gran Sasso. Il professor Fernando Ferroni è presidente dell’Infn e sulla bufala della radioattività ha molto da dire.

Prof. Ferroni, un pericoloso esperimento radioattivo è in corso nel cuore del Gran Sasso?

Vede, credo che una parte fondamentale del nostro lavoro sia anche quella di spiegare per bene le cose ai cittadini che hanno diritto di sapere: la scienza ha il dovere di essere comunicativa. Il punto è che le informazioni devono essere corrette. Cominciamo dall’inizio.

Cominciamo.

Il laboratorio del Gran Sasso è il luogo meno radioattivo al mondo: prendono più radiazioni quelli che scalano la montagna e si espongono ai raggi solari, oppure chi si sottopone a una semplice tac, per ragioni di salute. Sarei un pazzo a contaminare quell’ambiente e certamente non lo farò. L’esperimento Sox non è ancora iniziato, partirà in primavera, nonostante l’opposizione della Regione. Non è possibile che il veto di qualcuno blocchi un progetto internazionale che coinvolge altri paesi europei e per cui siamo stati selezionati in base alle nostre competenze scientifiche, considerate di eccellenza nel mondo. Voglio chiarire subito che non si tratta di un reattore nucleare ma di un esperimento di fisica delle particelle che ha la potenza termica di un ferro da stiro e che è stato approvato da cinque ministeri ed è passato al vaglio di numerose autorizzazioni e garantisce standard di sicurezza severissimi. Lo ripeto: una mammografia comporta un fascio di radiazioni 30 volte superiore a quella dei 40 g di Sox sigillata e protetta da due contenitori di acciaio con pareti di 20 cm , in grado di resistere a una temperatura di otre 1700 gradi, a prova di terremoto, frana, inondazione… Insomma anche impegnandosi è impossibile sprigionare sostanze radioattive. Noi ne siamo i principali garanti, anche perché ci lavoriamo dentro.

Può una trasmissione tv che ha già dimostrato di prendere abbagli scientifici, inseguita dall’onda dei cinquestelle, rischiare di bloccare tutto? 

Le fake news sono un  problema catastrofico degli anni che viviamo, il prodotto migliore è un simpatico presidente americano: non mi stancherò mai di spiegare alle persone come stanno le cose. Sono convinto che gli unici mezzi per combattere le false notizie, e questa lo è enormemente, siano la cultura, l’istruzione e la conoscenza. Questa società deve ritrovare il valore della conoscenza, al di là della sua parcellizzazione. Non mi sognerei mai di mettere in discussione la preparazione scientifica di un virologo, invece qui mi sembra che la logica dell’uno vale uno abbia portato a conseguenze anche pericolose, sulla pelle delle persone. Ci si dimentica troppo presto che prima dei vaccini si moriva a 50 anni. Poi questa modalità delle teorie alternative è pericolosa: mi vien voglia di dire che allora bisogna smettere di mangiare la pasta perché il grano è stato modificato in un reattore dell’Enea oppure che curarsi il cancro è dannoso perché ci si sottopone a una forte terapia radioattiva. Detto ciò, no, non credo proprio che una delibera regionale ci fermerà: sarebbe come tornare al Medioevo.

Piccola lezione di fisica for dummies: cosa stare cercando?

L’obiettivo dell’esperimento Sox è la ricerca del quarto neutrino. Sappiamo che ci sono i neutrini: vediamo tutti i giorni i neutrini del sole, sappiamo molto ma non tutto.  Noi rappresentiamo il 4% dell’Universo ma c’è un altro 25% che è fatto di altra materia rispetto alla nostra. Ecco, noi cerchiamo quella materia. Se nel nostro esperimento troviamo un neutrino che si comporta diversamente agli altri, allora avremo trovato il lato oscuro della materia, che è un modo un po’ letterario per identificare la parte mancante della materia dell’Universo.

Una cosetta da nulla.

Eh, lo dica a me.

 

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