Divorziare (con stile) al tempo dei social

Interviste

Il ritorno dell’avvocato Malinconico. Intervista a Diego De Silva.

Scrive cose così: ci sono due amanti che hanno un problema, si amano. E anche così: l’amore all’inizio inganna, fa credere di essere una cosa che lascia il tempo che trova, che si autoestinguerà senza lasciare danno, usa questo trucco terribile, l’amore, per non morire in culla. Sono storie di messaggini sbagliati apposta, buttati lì a mezzanotte per farti inchiodare gli occhi al soffitto, di tradimenti virtuali, via whatsapp, di separazioni che iniziano per un commento su Fb e finiscono in un’aula di tribunale dove il materiale probatorio è tutto lì, affastellato tra una foto su Instagram e qualche sms che non si è potuto fare a meno di leggere. L’avvocato Vincenzo Malinconico dopo essere passato in altro ego, quello di Modesto Fracasso, sul lettino dello psicanalista di coppia, è alle prese con una causa di corna. Ma corna virtuali, di questi nostri tempi, alla Perfetti sconosciuti. E dopo Terapia di coppia per amanti Diego De Silva è arrivato alla conclusione: Divorziare con stile.

Vincenzo Malinconico, il precario dei sentimenti , è tornato. Evviva.

È tornato dopo due libri di vacanza da se stesso, da Malinconico, e devo dire che è stato come andare a riprendere un vecchio amico e trovarlo bene. Ora è sulla cinquantina ma il suo livello di cazzeggio è sempre piuttosto alto.

Ironia e sentimento invece che orgoglio e pregiudizio.

Malinconico ha sempre questo senso del ridicolo molto acceso ma è un tipo autoironico e se anche entra in scena a gamba tesa alla fine ti sta simpatico perchè non è mai saccente.

Nel suo libro Divorziare con stile lei affronta il tema del tradimento virtuale, il grande boh di questi tempi . Che idea si è fatto?

I tribunali sono pieni di cause di separazione montate sul sospetto, alla fine i giudici non sanno bene cosa fare, continuano a interrogarsi se le relazioni virtuali siano reali tradimenti.

Quindi l’avvocato Malinconico questa volta è alle prese con una guerra dei Roses dei nostri tempi.

Gli tocca una causa di separazione dove lui, ricco e cafone finanziere, lo ingaggia perché vuole liquidare la moglie con un piatto di lenticchie dopo aver scoperto che lei vive una storia virtuale. E’ un problema serio questo: il giudice deve stabilire se immaginare una relazione sia anche averla avuta.

Suggerimenti per divorziare con stile?

Avere stile secondo me significa avere un potere e potersi astenere dall’esercitarlo. E’ volgare l’abuso, come quando ti imbatti in un vigile stronzo e lui sa che può fare e infatti fa, non risparmia.

Se al posto del vigile c’è un marito o una moglie, come nel suo libro?

Non mi faccia spoilerare adesso. Le dico solo che alla fine la vicenda si ribalta e sarà la moglie accusata a dare una lezione di stile a tutti.

Lei è il Woody Allen della letteratura, remixa le tragedie del cuore in commedie.

È perché credo fermamente che non esita alcuna tragedia che non possa essere vista dall’angolazione della farsa, del ridicolo e del grottesco.

Piccolo questionario di Proust: il principale tratto del suo carattere?

Malinconico.

Il suo peggior difetto?

La tolleranza.

Un rimpianto?

Aver dato relazione a persone che non lo meritavano.

Ecco una delle sue più famose massime: l’amore è una malattia autoimmune. Ho letto che una lettrice se l’è tatuata sul corpo. Son soddisfazioni.

È una frase del Malinconico prima maniera, si riferisce alla fase finale dell’amore che a volte è vissuta come una malattia del sistema immunitario. Sa quando non ci si rassegna alla fine di un rapporto e si diventa un po’ come quei fan di Elvis che non li schiodi dalla tomba del proprio idolo?

Altra perla di saggezza, questa volta via Twitter: la felicità di una coppia si vede dall’abbigliamento con cui va in giro per casa.

La sciatteria è una chiarissima forma di disinteresse.

E questa: il modo migliore di essere felici è esserlo stati.

L’acquisizione della felicità è per forza di cose posteriore. Appena la guardi se ne va. E’ delicata, la felicità, è pudica.

Lei scrive: è vero amore quando è all’altezza di una canzone. I suoi romanzi sono pieni di intermezzi musicali, qual è la canzone all’altezza dell’amore?

“Verranno a chiederti del nostro amore” di Fabrizio De Andrè. E poi sull’amore ho capito un’altra cosa.

Cosa?

Che non è una faccenda per persone perbene, è tutt’altro che fiocchetti e poesie. Questa le è piaciuta, dica la verità.

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