“Se +Europa va bene è positivo anche per il Pd”. Parla Della Vedova

Interviste

Intervista al sottosegretario agli Esteri e candidato nella lista di Emma Bonino

+Europa con Emma Bonino alle prossime elezioni sarà in coalizione con il Partito democratico. Su quali punti poggia questa alleanza?
Ho sempre sostenuto pubblicamente che +Europa dovesse scegliere di correre affiancata al Pd in queste elezioni: lo scontro vero, oggi, è tra “aperto” e “chiuso”, tra chi crede nell’Unione Europea e vuole rafforzarla e chi mal la sopporta e/o ne vorrebbe uscire per rinchiudersi nei confini nazionali in una logica autarchica e sconfittista. E su questo terreno noi e il Pd siamo dalla stessa parte: vogliamo battere gli etnonazionalisti, i No Euro, quelli che “è tutta colpa dell’Europa”, quelli che invocano i dazi e sono contro gli accordi commerciali europei che spingono le nostre esportazioni.

Stando ai sondaggi, la vostra lista sta crescendo e raccoglie importanti adesioni. Secondo voi, si tratta di voti sottratti al Pd o state pescando nell’astensione?

La crescita di +Europa oltre la soglia come stimano i sondaggi di oggi non è una sorpresa per me. È un fatto positivo per tutte le forze che corrono insieme, coalizzate: deve dare slancio a tutti in vista dei giorni decisivi prima del voto. Ci sarà un po’ di sovrapposizione nell’elettorato? Può darsi, ma è chiaro che noi siamo impegnati a far conoscere +Europa e il suo programma a quanti non vogliono più votare o non hanno ancora deciso per chi. Vogliamo aggiungere voti ai candidati comuni, non sottrarne alle altre liste. Io ho sempre lavorato e creduto in questo progetto, convinto che sarebbe diventato un’occasione di voto in positivo per una fetta importante dell’elettorato consapevole dei rischi per l’Italia e l’Europa di una vittoria che porti a un Governo Salvini-Berlusconi o Salvini-Di Maio. Le cose accadono: pensiamo quale sarebbe l’Europa se avesse vinto la Le Pen in Francia. Dobbiamo convincere che il voto utile per un’Italia europea, sicura e competitiva sia quello per +Europa, PD o per le altre forze che corrono con noi….e spiegarlo anche agli europeisti che, votando Grasso, farebbero un favore a Salvini in Italia come a Fontana in Lombardia.

Il segretario Renzi ha detto che sui migranti preferisce la linea Minniti a quella Bonino. Crede che queste divergenze tra Pd e +Europa, sui migranti così come su altri temi, possano pregiudicare l’alleanza dopo il 4 marzo

Tra +Europa e Pd ci sono tante differenze, in alcuni casi anche marcate, non siamo un partito unico. Ma da qui al voto deve essere chiaro che la nostra sfida decisiva è quella – assolutamente comune e condivisa – di battere nazionalisti xenofobi e nazionalisti pasticcioni senza idee e capacità di governo: Lega e FI e 5Stelle. Aggiungo che questo Pd, peraltro, è il Pd che ha fatto le unioni civili, il biotestamento e il Jobs Act: piaccia o no, queste riforme portano (anche) la firma di Renzi. E che i Governi Renzi e Gentiloni, con ministri come Padoan e Calenda, hanno accompagnato il Paese di nuovo sul sentiero della crescita, tenendo in ordine i conti e facendo le riforme. Bisogna fare di più e meglio, certo, ma gli altri vogliono disfare il lavoro fatto e tornare pericolosamente indietro.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli