Fassino: “G7 occasione persa, Appendino mediocre”

Interviste

“M5s soffia sul fuoco della protesta”

“Una grande occasione persa: la Raggi a Roma rinuncia alle Olimpiadi e la Appendino a Torino spreca l’opportunità di una importante vetrina internazionale come il G7”: la dice così Piero Fassino nel giorno in cui Torino viene presa d’assalto dai cortei contro i grandi del mondo. La città è stata attraversata da tre manifestazioni con i No Tav che sono sfilanti con un un loro spezzone. Le cronache riportano di scontri con le forze dell’ordine e di una città sotto assedio.

Fassino, come è stato gestito il G7 dall’amministrazione grillina?

Io penso che è stata una grande occasione persa: gli eventi internazionali servono a far conoscere una città, ad accreditarla sullo scenario internazionale, a costruire relazioni che avranno ricadute successive. Tutto questo a Torino non è stato fatto, si è invece preferito assumere un atteggiamento di sufficienza e distacco da parte della sindaca e dell’amministrazione. Una posizione che certamente danneggia la città: voglio dire, perché non si sono attivati per farlo diventare un evento intorno a cui far ruotare la vita della città?

Invece ci sono state polemiche per la possibile partecipazione di esponenti M5S ai cortei degli antagonisti: il vice della Appendino prima aveva annunciato di voler manifestare poi, con un post su Fb, ha detto che non poteva perché impegnato in un convegno di architetti…

Ecco, questa è la riprova della loro più grave pecca. Non hanno una linea, non hanno visione. Sono ambigui e reticenti su tutto. E soffiano chiaramente sul fuoco della protesta, basta leggere le dichiarazioni che hanno rilasciato nei giorni scorsi.

I governanti sono fuori dal mondo, si rinchiudono alla Reggia Venaria e come Maria Antonietta pensano che le persone mangino brioche”, ha detto il vicesindaco di Torino, Diego Montanari.

Da un’amministrazione così non puoi certo pensare di costruire un evento internazionale degno della città che lo ospita. Infatti tutto è fermo. Penso agli scorsi anni: Torino è stata capace di attrarre le attenzioni del mondo, penso al congresso mondiale dello sviluppo sostenibile quando ospitammo Ban Ki-moon, nel 2015, o a quello delle Camere di commercio, degli editori, degli architetti del paesaggio, per non parlare delle Olimpiadi invernali o del vertice dei 28 ministri europei della cultura.Potrei continuare, le dico solo che nel novembre del 2015 il New York Times aveva inserito Torino tra le città del mondo da non perdere.

Vede il rischio che la città possa perdere il suo standing internazionale?

L’immagine che il centrosinistra aveva costruito rischia di essere compromessa dalla guida opaca dei Cinquestelle. Il punto vero è che non c’è una visione, non hanno capito quanto questa città abbia bisogno di stare nel mondo, di essere contemporanea. Il punto è che la Appendino ha goduto all’inizio di due ottime rendite di posizione: la prima era il paragone con la Raggi, al cui confronto è sembrata Churchill, la seconda è aver ereditato una città ben amministrata. Ma adesso i nodi vengono al pettine, la distanza con Roma si accorcia e la mediocrità della sindaca appare evidente. La cosa più grave è che non ha la più pallida idea di cosa possa diventare ancora Torino. Noi l’abbiamo fatta divenire una città con una grande identità: abbiamo unito il profilo della città post industriale e fordista a quello della città dei saperi, della cultura, dell’Università. Abbiamo fatto dell’economia della conoscenza il cuore pulsante di Torino. Invece quello che vedo è solo un immobilismo, e chiunque sia immobile resta indietro. Abbiamo Milano a meno di centro chilometri di distanza, guardate cosa hanno fatto con Expo, noi invece abbiamo amministratori che strizzano l’occhio ai No Tav…

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