Gianmarco, il siciliano che ha scommesso sull’innovazione

Interviste

Nato a Catania, Gianmarco Troia è andato all’estero ma poi è tornato. Ha fondato un’azienda competitiva e una piattaforma che permette di capire cosa si prova di fronte a uno spot, un prodotto o un brand

Una laurea in Ingegneria gestionale all’Università di Palermo, alcuni anni all’estero, il ritorno in Italia.

“Io pentito? Per niente. Penso fermamente che la mia terra dia tanto ai propri figli e sia dovere di tutti prima o poi tornare per restituirle qualcosa”.

La terra è la Sicilia, ed è lì che Gianmarco Troia (Catania, ’71) si è messo in testa di fare innovazione. Ha fondato un’azienda, Qwince, competitiva a livello nazionale e internazionale e realizzato Neuralya, una piattaforma che permette di capire cosa si prova di fronte a uno spot, un prodotto o un brand.

Gianmarco ha iniziato a lavorare nel 1996 in Scozia per la Hunting Oilfield Service – all’epoca appartenente al Gruppo Kawasaki – come ingegnere di processo. Dopo circa otto mesi è tornato in Italia per lavorare alla Lines sempre come ingegnere di processo. Ci è rimasto per quasi un anno e mezzo. Poi è passato alla consulenza aziendale, lavorando per Andersen Consulting (oggi Accenture) e Deloitte Consulting, che ha lasciato nel 2003 per abbracciare la libera professione. Con le multinazionali della consulenza si è occupato di progetti di innovazione per grandi compagnie (Pfizer, Merck Sharp & Dohme, Eni, Telecom) sia in Italia che all’estero.

“In queste esperienze – afferma – mi sono specializzato in innovazione tecnologica, nel settore farmaceutico, campo in cui sono richiesti elevati standard di sicurezza e ci sono tantissimi dati da trattare e analizzare. Sono tornato, come ho detto, quindici anni fa, all’inizio spinto da motivi affettivi e per vivere meglio. Nel 2006 mi hanno chiesto di immaginare una realtà imprenditoriale da sviluppare nell’incubatore di impresa Arca dell’Università di Palermo, che potesse operare nel settore dell’innovazione. L’obiettivo era creare un piccolo centro di competenze in Sicilia. È nata così Securproject.it, che dopo un anno è uscita dall’incubatore di impresa. È stata la prima azienda. Qwince, invece, è nata tra il 2012 e il 2014, al termine di un processo di internazionalizzazione che ci ha portati a Londra”.

Cosa è stato tosto nel rientro?
Sono andato via molte volte dalla Sicilia e tornato altrettante. Rientrare da contesti più competitivi – parlo di Milano e Londra – è sempre difficile perché in Italia devi fare i conti con un complesso mercato del lavoro. Al Sud, poi, mancano alcune infrastrutture. Non è stato semplice vincere le resistenze del mercato, convincerlo a fidarsi di un’azienda del Mezzogiorno e trovare spazi che potessero accogliere prodotti tanto innovativi come quelli che realizziamo. Ogni giorno, poi, fatichiamo a trovare risorse da poter inserire subito e disposte davvero ad imparare.

Quanto hai investito?
Difficile dirlo. So solo che ho messo in quest’azienda tutti i miei risparmi, e tantissimo tempo. Ho lavorato anche di notte. Fare impresa, fare piccola impresa, soprattutto al Sud, richiede una dedizione assoluta e un impegno massimo. L’azienda ha camminato sin dal primo anno con le sue gambe, le banche ci hanno sostenuto e siamo cresciuti. Oggi lavoriamo in quindici e la sede è a Palermo.

Chi sono i tuoi clienti?
Il nostro mercato è concentrato soprattutto sul farmaceutico e le scienze della vita. Tuttavia, da un paio d’anni, ci siamo specializzati anche su una nicchia del mercato delle telecomunicazioni/utilities. Con Neuralya ci rivolgiamo a istituti di ricerche di mercato e agenzie di comunicazione. Siamo molto orgogliosi di poter dire che i nostri prodotti sono oggi utilizzati da decine di migliaia di utenti business in Italia e che con le nostre tecnologie copriamo aree di mercato molto specifiche.

Ci spieghi in sintesi cos’è e a cosa serve Neuralya?
È una piattaforma di analisi del comportamento del cliente che utilizza tecnologie nuove per acquisire informazioni. Serve a determinare come il cliente reagisce di fronte ad un prodotto, una pagina web, un’esperienza. Acquisiamo questi dati in un ambiente controllato. Selezioniamo un gruppo di tester che indossano dei dispositivi medici per comprendere cosa attira l’attenzione di un cliente e conoscere le sue emozioni in un ambiente aperto (sfruttando particolari telecamere o dei kinect) e sui social network/web. Neuralya è stata presentata al Cannes Lions nel 2015, ha vinto nel 2016 ilDigital Award 360 per la sezione Fashion e, nello stesso anno, è stata inserita da Gartner (uno degli advisor principali a livello mondiale per le tecnologie) tra le cinque tecnologie al mondo più innovative per le ricerche di mercato. Inoltre, Qwince è stata citata tra il 2016 e il 2017 ben sette volte nei report Gartner. Siamo l’unica azienda sotto Roma ad avere avuto un riconoscimento del genere.

I tuoi sogni?
Qwince sta vivendo un momento di profondo cambiamento, perché sono mutati il mercato internazionale e la realtà aziendale.  Ci sono molti progetti in corso. Stiamo lavorando su temi, quali: l’analisi del comportamento del cliente e i profili reputazionali delle organizzazioni, che saranno i temi caldi del futuro.  Di certo nei prossimi anni rafforzeremo la nostra competenza e capacità sul mercato delle telecomunicazioni/utilities, stringendo alleanze molto forti.  Collaboriamo con giovani startup su progetti innovativi. Mi dedico all’attività di mentorship e affiancamento di associazioni. Il mio compito è valorizzare i giovani talenti e spingerli a realizzare nuove idee imprenditoriali.​  Per chiudere, stiamo pensando alla possibilità di rendere Neuralya un’azienda separata, fortemente focalizzata sull’analisi del comportamento del cliente. Di sicuro, i prossimi saranno anni entusiasmanti.

Ti senti un tipo tosto?
Non ho mai pensato a me come un tipo tosto, anche se fare impresa in Sicilia richiede determinazione. Cerco solo di fare il mio lavoro al meglio.

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