“Da Stazzema rinnoviamo i valori dell’antifascismo”. Parla il sindaco

Interviste

Il sindaco Maurizio Verona: “Serve un richiamo al dovere della memoria, soprattutto per i più giovani”

Sant’Anna di Stazzema è un nome legato, nella memoria collettiva, a uno degli episodi più tragici della seconda guerra mondiale. È in questa piccola frazione di un Comune versiliano che nell’agosto del 1944 una divisione delle SS, con la complicità dei soldati italiani della 36ma divisione Mussolini, si rese colpevole di una delle stragi più efferate tra le tante compiute dai tedeschi, con l’uccisione a sangue freddo di 560 civili, di cui 130 bambini, l’eccidio più sanguinoso dopo quello di Marzabotto.

A 74 anni di distanza da quegli eventi, su iniziativa del sindaco Maurizio Verona è nata a Stazzema la prima “anagrafe antifascista”, una iniziativa di cui parliamo, in occasione della Giornata della Memoria, con il primo cittadino che l’ha ideata.

Sindaco, perché un’anagrafe antifascista a tanti anni di distanza da quella strage?
Lo scorso 27 dicembre ho avuto l’idea di lanciare questa iniziativa pensando soprattutto al 1 gennaio 2018, data del settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, e allo Statuto del Parco della Pace, che ospitiamo nel mio Comune, che come la Carta si richiama ai valori della libertà e dell’antifascismo. È un’iniziativa nata anche a seguito dei preoccupanti episodi che si sono susseguiti , come il saluto fascista sul campo di Marzabotto o lo stendardo di Hitler esposto durante una partita di Hockey a Forte dei Marmi. Spesso si sente dire che il fascismo ha avuto anche aspetti positivi, ma chi afferma questo non conosce la storia. Il fascismo ha portato alla soppressione delle libertà , a stragi come quella di Sant’Anna, alle leggi razziali e alle deportazioni.

In cosa consiste, nella pratica?
Sul sito del Comune di Stazzema ci si può iscrivere al Comune virtuale antifascista, dunque chi aderisce diventa titolare di una vera e propria ‘cittadinanza antifascista’, che comporta anche una assunzione di responsabilità verso quei valori. Mi auguro che diventi uno dei Comuni più grandi d’Italia.

Si è fatto tanto per ricordare dal 1945 ad oggi. C’è ancora bisogno di rinnovare la memoria con iniziative come la sua?
Se ancora oggi si verificano episodi come quelli di cui abbiamo parlato vuol dire che lo sforzo per ricordare non è bastato, e ce n’è ancora un grandissimo bisogno soprattutto tra i giovani. A Sant’Anna incontriamo 30mila ragazzi all’anno, ma quando parlano con i superstiti della strage viene fuori che non sanno nulla di questi episodi, dunque serve un impegno che deve partire innanzitutto dalla scuola insieme a un richiamo alla politica a farsi carico della memoria.

A proposito di politica e memoria, in questi giorni di campagna elettorale c’è chi ha mollato un po’ il freno, pare.
Nel clima infuocato di questi giorni c’è chi parla alla pancia, cercando di discriminare per un pugno di voti. Quando si sentono frasi come ‘prima gli italiani e poi gli altri’ è lì che bisogna cominciare a preoccuparsi.

Che risposta ha avuto finora la sua iniziativa?
In meno di un mese siamo già a 10mila iscritti. Stanno aderendo personalità importanti, non solo della politica, come il ministro Luca Lotti e altri, ma anche dello sport e dello spettacolo. L’ultima è stata quella di Marcello Lippi, che come era già successo con Leonardo Pieraccioni non solo si è iscritto ma ha telefonato. Anche secondo lui c’è bisogno di riaffermare con forza questi valori in un momento di crisi.

Un Comune vive anche di iniziative. Cosa avete in programma?
Stiamo lavorando a una iniziativa per la prossima primavera per la quale cercheremo di coinvolgere i personaggi famosi che hanno aderito per innescare un percorso virtuoso e parlare soprattutto con le giovani generazioni. E presto sbarcheremo anche sui social network.

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