Mai più senza wi-fi: ecco il progetto che mette in rete l’Italia. Parla Antonello Giacomelli

Interviste

Grazie al progetto italiano Wifi.Italia.it nasce una rete federata nazionale

Mi registro nell’area wi-fi comunale della piazza centrale e ricevo le credenziali di accesso per sms. Dopo poco, visito il museo civico della stessa città e scopro che il wi-fi c’è, sì, ma la password la posso ricevere soltanto compilando di persona un form all’ufficio turismo. Termino la visita al museo e vado a fare shopping nel vicino centro commerciale: anche lì c’è il wi-fi, ma si tratta di un’altra rete e per accedervi debbo autenticarmi con facebook. Infine a cena: ottimo segnale wi-fi del ristorante, ma debbo di nuovo chiedere altri dati di accesso al cameriere che me li porta stampati su un foglietto di carta.

A quanti è capitato di dover cambiare reti wi-fi e di doversi registrare ogni volta per accedere a reti diverse, magari con una procedura farraginosa e poco chiara? Questa spiacevole peregrinazione digitale, potrebbe presto sparire grazie al progetto italiano Wifi.Italia.it e nei giorni scorsi a Bruxelles, Antonello Giacomelli, sottosegretario del ministero dello Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, ha messo un’altra bandierina tricolore sullo scacchiere dell’Unione Europea, perché questa volta è proprio l’Italia a dettar la linea agli altri paesi.

Giacomelli, lei ha incontrato la commissaria europea all’Economia digitale Mariya Gabriel e Roberto Viola, direttore generale della Direzione delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie della Commissione Europa.
“Siamo stati a Bruxelles per firmare l’accordo di collaborazione tra Wifi.Italia.it e il progetto europeo Wifi4Eu. La Commissione mette a disposizione dei Comuni ben 120 milioni di euro per creare una connessione Internet senza fili negli spazi pubblici e noi mettiamo a disposizione il progetto Wifi.italia.it per federare le reti.”

Non si tratta di una nuova rete wi-fi, vero?
“I Comuni che non hanno il wi-fi possono accedere ai fondi per coprire il proprio territorio, ma il nostro obbiettivo, come governo, non è quello di creare una nuova rete, ma una rete delle reti. L’idea è di non fermarsi all’attivazione di nuovi punti di accesso, ma federare quelli esistenti, perché di reti wi-fi ce ne sono tante, altre ne arriveranno, ma sono tutte separate fra di esse, non comunicano, e questo certo non favorisce il turista che gira per città e musei, e neanche il cittadino.”

Ammettiamolo: l’idea è buona, ma come si arriva alla federazione delle reti wi-fi?
“Ci siamo già arrivati. Esiste una nostra app attraverso la quale è possibile essere connessi alla rete wifi nazionale, da qualunque punto del Paese in cui ci sia una rete che fa parte dell’unica rete WiFi-Italia.”

Una semplice app con la quale accedere alla rete wi-fi sia che mi trovi in piazza a Fano o in uno dei museo di Firenze?
“Esatto. Siamo partiti dall’intuizione che la vera emergenza sia rendere funzionale e mettere a sistema l’intero mondo delle reti wi-fi, attraverso modalità semplici ed economiche. Quello che stiamo facendo è permettere a ogni cittadino e turista, italiano e straniero,di avere il wi-fi con la stessa utenza ovunque si trovi, semplicemente registrandosi una sola volta con l’app Wifi.Italia.it.”

Tutto in rete, tutto federato?
“Sì, e l’esperienza italiana è stata riconosciuta come apripista, insomma una best practice in Europa: siamo il primo tra i paesi europei ad aver avviato da luglio la costruzione di una rete federata nazionale. Il modello italiano dovrebbe essere applicato a ogni paese europeo, in questo modo qualsiasi turista, qualsiasi cittadino avrebbe la possibilità di navigare in internet con la stessa applicazione sia che si trovi a Parigi o Berlino o Roma.”

Ci sono vantaggi per i Comuni che si federano?
“Gli enti locali, oltre a non spendere nulla, possono risparmiare sulle procedure di registrazione degli utenti e sulla gestione della privacy, servizi che dovrebbero pagarsi in una rete isolata. Tuttavia l’aspetto più interessante riguarda la potenzialità nella definizione delle politiche turistiche.”

Una rete nazionale di questo tipo consentirebbe di profilare i flussi turistici di ogni città, cosa che oggi molti comuni fanno attraverso costose analisi affidate alle compagnie telefoniche.
“Sì, un sistema federato consente la condivisione dei dati che, benché opportunamente anonimizzati, permette di ottenere una straordinaria analisi dei flussi turistici: da dove arrivano i turisti, quali strutture hanno visitato e quali visiteranno, quanto tempo soggiornano, ecc. Wifi.Italia.it, insomma, ci darà gli strumenti per affinare le politiche di marketing turistico e migliorare i servizi offerti al turismo internazionale e nazionale.”

Finora abbiamo parlato di musei, piazze, biblioteche, insomma luoghi pubblici. A Bruxelles, però, lei ha annunciato la firma di un altro protocollo, sottoscritto con il presidente di Property managers Italia, Stefano Bettanin, e con il presidente di Assoporti, Zeno D’Agostino. Il risultato è che i turisti che scelgono le residenze turistiche associate a Property managers (circa 25 mila immobili in tutto il Paese ) e il sistema portuale italiano, d’ora in poi, con l’app, potranno navigare in una rete wi-fi nazionale unica.
“Coinvolgere i privati è fondamentale. Stiamo lavorando con tante altre realtà, perché i servizi digitali e il turismo siano per l’Italia una sfida da vincere insieme e per essere protagonisti a livello mondiale. WiFi.Italia.it è nata proprio aumentare l’offerta turistica attraverso non solo una rete gratuita, ma anche i servizi che in futuro, tramite la app, potranno essere offerti: dall’acquisto di un biglietto per un museo agli itinerari enogastronomici di un determinato territorio. I protocolli firmati oggi consentiranno di offrire un importante biglietto da visita dell’Italia e delle singole realtà territoriali ai turisti che visiteranno il nostro Paese.”

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