“Tajani? Solo un trucco elettorale”. Parla Gianni Pittella

Interviste

Il Pd l’unica forza impegnata per il Sud. Il voto a Salvini o M5S un autogol

Gianni Pittella, da sempre impegnato in Europa, dove in questa legislatura è stato eletto presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo (ruolo precedentemente occupato dal tedesco Martin Schulz), per queste elezioni ha deciso di tornare nella sua Basilicata, terra con la quale non ha mai interrotto il filo rosso, candidandosi alla Camera nel Collegio uninominale di Potenza. Una campagna elettorale alla vecchia maniera, quella condotta da Pittella, con incontri casa per casa in quel profondo Sud che con tutta probabilità si ritroverà a fare da ago della bilancia nel voto di domenica.

Pittella partiamo dal Mezzogiorno: al netto delle misure messe in campo nella scorsa legislatura, come risponde il Pd alle ansie di questo territorio?

Oggi un elettore meridionale si ritrova di fronte a tre opzioni di formazioni che possono verosimilmente ambire a vincere: il centrodestra a guida Salvini, il Movimento 5 Stelle e il Pd e il centrosinistra. Scegliere chi è palesemente contro il Sud, come la Lega, equivale a un clamoroso autogol, mentre votare M5S significa affidarsi a un movimento che ha già dimostrato di non essere in grado di trasformare la protesta in capacità di governo. L’unica forza che oggettivamente garantisce un impegno forte per il Sud è il Partito democratico.

Un impegno che si concretizza con quali proposte?

Tre impegni precisi: innanzitutto dobbiamo saper attrarre investimenti internazionali con la creazione di zone a fiscalità di vantaggio; poi vanno rafforzati gli investimenti pubblici, con una revisione dei bilanci nazionali di Ferrovie dello Stato, Autostrade e Anas: è inaccettabile che siano palesemente orientati al Nord; infine dobbiamo investire in infrastrutture sia materiali che immateriali, con un sostegno deciso a ricerca e innovazione e introducendo l’educazione digitale nelle scuole. A questo va aggiunto l’impegno sul fronte decisivo della lotta alla criminalità e per il completamento della riforma della PA al Sud. Sono alcuni dei temi che con l’ambiente e la cultura possono dare un progetto al Sud e insieme dare fiato a una visione euro mediterranea.

Lei è stato oggetto di gravi minacce sul web. Che è successo?

Ho pubblicato su Facebook un video con un ragionamento molto pacato e sotto è arrivato un commento sconcertante di un militante della Lega. Confesso che ne sono rimasto scioccato e basito e sono stato costretto a sporgere denuncia. Purtroppo non è l’unico caso, c’è un imbarbarimento che passa attraverso i social che dovrebbe far riflettere, siamo ormai arrivati a un limite insopportabile. In politica ci possono essere idee diverse ma deve esistere un confine di civiltà che non dovrebbe mai essere superato. Purtroppo è un frutto avvelenato di un certo modo di fare politica.

Salvini si candida al Sud. Può fare una previsione su come verrà accolto?

Salvini che si presenta al Sud è uno dei più grandi misteri della fede. In questa campagna elettorale ho fatto più di 150 iniziative e ho incontrato più di 30mila persone e ad ogni platea ho chiesto se c’era un solo motivo per votare il centrodestra di Salvini, ebbene nessuno si è mai alzato, nessuno ha saputo dare una sola ragione per votarlo.

Cosa pensa della proposta di Berlusconi che ha indicato Tajani come candidato premier? Pensa che dovrebbe dimettersi da presidente del Parlamento europeo?

Io penso che la proposta di Berlusconi sia un trucco per prendere più voti, mostrando il volto moderato di Tajani per compensare l’estremismo di Salvini. Non è una reale candidatura, anche perché il centrodestra non avrà i numeri per esprimere la maggioranza. Per il resto spetta a Tajani trarre le conclusioni, certo non vorrei essere nei suoi panni e cioè tirato per la giacca solo per un espediente elettorale.

Chiudiamo sull’Europa. Dal voto italiano potrebbero arrivare rischi per il progetto europeo ?

Il Pd è l’unica forza che ha proposto con chiarezza la costruzione degli Stato Uniti d’Europa, un impegno che abbiamo rilanciato con forza con Matteo Renzi a Milano. Vogliamo un ministro delle finanze europeo, vogliamo rafforzare la politica di sicurezza e difesa comune, vogliamo mantenre i fondi europei per il Sud e per l’agricoltura e vogliamo eleggere il presidente della Commissione Ue. Se prevarranno Salvini o i Cinquestelle tutto questo edificio crolla. Non dimentichiamo che se oggi possiamo discutere e gioire è perché l’Europa ci ha regalato la pace per 70 anni. Chi distrugge tutto questo crea un disastro per tutti noi.

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