Il populismo fa male alle donne

Interviste

Come sta il femminismo? Una conversazione con Adriana Cavarero

Adriana Cavarero è una di quelle donne che ha attraversato la sua vita incrociando quella di tutte le altre alla ricerca del pensiero sulla differenza sessuale. Massima teorica dell’autodeterminazione e dell’identità femminile “di per sè” e non per contrapposizione al genere maschile, oggi insegna filosofia politica tra Verona e New York. Del femminismo, il cui più grande fallimento è l’incessante goccia cinese del femminicidio, ha come l’impressione di una rivoluzione che si è fermata, complice anche l’ondata dei populismi e il tramonto del politically correct.

Professoressa, faccio oggi la stessa domanda che le propose una studentessa del liceo Newton di Roma vent’anni fa: quanto influisce l’aspetto esteriore delle donne nella loro ascesa al potere?

Bisogna intendersi sul significato di aspetto esteriore perché un conto è la bellezza, un altro è l’enfatizzazione della femminilità culturalmente prodotto dai mass media. Le donne hanno uno stile nel mondo del lavoro che è per lo più manageriale: immaginiamo le banche, dove prevale la giacca con un modo di porsi sobrio, quasi maschile. E poi ci sono le ragazze che sono tutto un altro mondo: quello che ho notato in questi ultimi anni, e lo noto solamente in Italia, è la progressiva “velinizzazione” delle studentesse che mi trovo davanti alla discussione della tesi di laurea. A volte si presentano abbigliate come se dovessero andare in discoteca, e sono solo le nove del mattino. Il punto è che questo stile, preso a prestito dalle più giovani dalle ragazze che lavorano in tv, è diventato con il tempo sinonimo di eleganza: indossare abiti da sera a ogni ora del giorno e tacchi vertiginosi, truccarsi come per una serata, significa per le studentesse essere curate e vestite per una grande occasione. Questo è un fenomeno recente ed è un’immagine femminile creata dalla televisione ed è tutto italiano. All’estero non esiste, il giorno della laurea ci si veste in modo sobrio, c’è addirittura la cultura della toga. Qui da noi prevale un’immagine femminile che esalta la ragazza desiderabile ed esposta, faccio un altro esempio: quando mai riviste di cultura politica, simili ai nostri Panorama o Espresso, avrebbero messo in copertina donne nude?

Il corpo delle donne resta lì, come un monumento alla seduzione in un mondo a trazione maschile?

Per molti versi in Italia prevale un patriarcalismo arretrato. Se c’è una rappresentazione femminile, quella continua ad essere , e lo è sempre di più, della donna esposta, svelata, sex symbol.

Il femminicidio è l’unica forma di omicidio che resta una costante negli anni, a parte trascurabili flessioni, le cronache sono piene di episodi di stupri: non sembra che l’emancipazione femminile abbia portato a una nuova coscienza di genere.

Purtroppo è così e molto, moltissimo dipende dalla rappresentazione femminile culturalmente prodotta in questo Paese. Insisto: se il corpo della donna è un oggetto posseduto dall’uomo, che ancora detiene il potere, è chiaro che chi ammazza ritiene di compiere un gesto che per quanto esecrabile, resta nei confini di una sua proprietà. Trovo che la situazione sia anche peggiorata, non tanto nei numeri e nelle statistiche, quanto nelle aspettative: tutti pensavamo con il passaggio della donna da oggetto a soggetto ci sarebbe stata una conseguente presa di coscienza, soprattutto da parte degli uomini. Invece ho come l’impressione che questo percorso si sia bloccato. Voglio dire: mia nonna non era laureata e io sono professore ordinario, quindi passi in avanti sono stati fatti, ma quante donne oggi in Italia ricoprono ruoli di potere? 

 I populismi come si inseriscono nel suo ragionamento?

 Se c’è un’intera compagine sociale che resiste su posizioni patriarcali, sessiste e arretrate, su cui si inserisce un’onda populista e conservatrice , che in qualche modo mira a respingere le donne in casa, il risultato può essere molto pericoloso. Pensiamo al valore dell’aggressività che è tipicamente maschile e che ne ha soppiantati altri, come la riflessione e la coscienza. Il tramonto del politically correct si è portato via le politiche femminili, come insegna la lezione di Trump in America, un populista sessista  che ha schiacciato la Clinton e tutto quello che rappresentava culturalmente per ogni donna nel mondo.

Come vede le ragazze? Sono consapevoli dei loro diritti?

Le ragazze sono mediamente più brave e studiano di più , questo lo sanno tutti, e la ragione è che sono educate all’attenzione e  alla cura dell’altro. Vivono però due mondi separati: quello dell’istruzione, dove eccellono e dove non entrano in contatto con la discriminazione, e quello del mondo del lavoro, dove iniziano ad acquisire una coscienza politica, per cause di forza maggiore. Noto che l’uguaglianza è data per scontata fino a una certa età, poi, puntuali, arrivano le delusioni. Per questo mi fa sempre piacere quando vedo una donna, e qualcuna ogni tanto c’è , che si impone in mondi maschili classici, penso alla finanza, dove si registrano passi in avanti.

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