“Non sapremo mai se i dati sono manipolati”. Parla Federico Mello

Interviste

Il voto su Rousseau è un atto di fede

Dalle parti del Sacro Blog giustificano così la cattiva performance della piattaforma Rousseau, che nel giorno di massimo risalto mediatico ha fatto flop: troppi accessi, il sito è “crashato” e le votazioni per il candidato premier del Movimento (chissà chi sarà? magari il fruttariano ha sbancato) sono andate a rilento. Dovevano essere giovedì, dalle 10 alle 19, poi slittate alle 23, infine posticipate alle 12 di venerdì. Ma dalle parti della Casaleggio e associati ci tengono a dire una cosa, bella chiara: l’attacco hacker è stato respinto, l’assalto digitale ricacciato, è stata solo una questione di grandi, grandissimi numeri che ha creato qualche problema tecnico. Ma la piattaforma è una botte di ferro e il voto non è mai stato così segreto, inviolato, bunkerato. Così tanto che dell’esito di una cosuccia da nulla, come la scelta del candidato presidente del Consiglio di una forza politica che rappresenta una parte consistente dell’elettorato, non si sa niente. Buio totale. La verità la conosce solo chi ha la password del blog e se la tiene ben stretta.

Federico Mello, giornalista e autore de ” Il lato oscuro delle Stelle”, secondo lei cosa è successo alla piattaforma Rousseau?

Lo scopriremo, o forse no. Diciamo che se c’è stato un attacco hacker, e vista la grande attenzione di mondi informatici che c’è sulla piattaforma, sarà rivendicato. Certo che alla Casaleggio dopo aver subito un pesante attacco questa estate, in agosto, quando sono stati pubblicizzati via Twitter i dati personali di alcuni iscritti, non conviene proprio far vedere di nuovo il bug. Avevano detto che si sarebbero fortificati per essere più impermeabili agli assalti e oggi non hanno certo fatto una bella figura. La questione è che il voto on line non può mai avere una sicurezza reale perché anche le piattaforme più solide e innovative che vendono software di intelligence sono state vittima di attacchi hacker, penso all’italiana Hacking Team.

Siamo tutti a rischio intrusione.

Qualsiasi piattaforma online lo è, se lo sono realtà che fanno della sicurezza un business, figuriamoci quelle che fanno comunicazione politica. E’ praticamente impossibile costruire piattaforme a prova di bomba. E non puoi certo affidargli una votazione democratica. Nelle elezione politiche c’è sempre una figura che fa da garante ed è il rappresentante di lista, altrimenti che garanzie ci sono?

Il voto su Rousseau è un atto di fede?

Non sapremo mai se quei numeri sono manipolati. Abbiamo solo i dati di una parte interessata che hanno valore per quella comunità, ma vedo che ci sono dubbi sulle procedure anche al loro interno. Quello che mi chiedo è perché se non hanno nulla da nascondere non hanno dato la massima trasparenza alla votazione.

I tempi dello streaming sono finiti…

Potevano fare una diretta, invitare giornalisti e militanti: hanno perso una chance di dare solidità a una votazione importante. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se invece del solo Di Maio si fosse candidato anche il verso sfidante, Roberto Fico.

Non ha partecipato per questa ragione?

Diciamo che non so come avrebbe fatto per avere garanzie sull’esito delle votazioni. Solo il singolo può sapere come ha votato e il risultato appartiene a una sola persona. Lo spoglio è un fatto privato.

Colui che detiene la password.

E’ una pagliacciata: nessuna garanzia per le minoranze, nessuna regola e votazioni gestite da una realtà terza. Prendiamo i deputati: chi lo sa come hanno votato? Se la competizione fosse stata vera, tra Di Maio e Fico, si sarebbero presentate plasticamente le correnti, o quantomeno una maggioranza e una minoranza. Invece c’è una sola persona che sa come hanno votato tutti: Casaleggio. Di fronte a lui non esiste segretezza del voto: c’è uno storico di come ha votato ogni militante, ogni deputato. E’ un voto palese di fronte al padrone del Movimento, segreto per tutto il resto del mondo.

E’ la tecnodemocrazia diretta.

Anche in Corea del Nord Kim Jong Un ottiene plebisciti.

Per silenziare le correnti hanno pensato al candidato unico?

Prevedo mesi difficili per il M5S. Magari mi sbaglio ma non credo che la svolta unilaterale e improvvisa di convergere su Di Maio non avrà conseguenze. E’ finita l’era dell’uno vale uno e non sarà indolore. Nel movimento le correnti ci sono, ed è fisiologico. Il punto è che non sono previsti luoghi dove manifestare i conflitti. In politica come nella vita non puoi nascondere la polvere sotto il tappeto in eterno. Faccio notare che Fico da una settimana tace. E poi: di 140 deputati quanti saranno ricandidati da Di Maio, ora che è lui il leader incoronato?

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