Alle primarie voti chi ha a cuore il Pd e vuole avere cura dell’Italia

Opinioni

A differenza di tanti altri per il Pd la partecipazione e la democrazia sono elementi indissolubili, il fondamento di tutte le scelte, delle pratiche quotidiane

E’ iniziata un’altra primavera per il Partito democratico. I congressi nei circoli sono stati una grande prova di vitalità e una partecipazione al di sopra di ogni aspettativa. E’ stato bello vivere momenti di confronto, discussione e ascolto insieme agli iscritti che solo noi siamo capaci di realizzare.

Si può fare di più e meglio, è vero, ma a differenza di tanti altri  per il Pd la partecipazione e la democrazia sono elementi indissolubili, il fondamento di tutte le scelte, delle pratiche quotidiane. Un giorno, prima o poi, qualche opinionista capirà che l’Italia migliorerà quando saranno anche gli altri partiti e movimenti ad avere una vita interna democratica e trasparente. Solo le comunità in cui davvero uno vale uno possono far funzionare meglio le istituzioni e far crescere la fiducia dei cittadini nella politica.

Adesso affrontiamo le primarie al meglio: per qualcosa, mai contro qualcuno. Pensando non solo al giorno dei seggi, ma anche a quello dopo. Chi partecipa, prima ancora dei leader, deve sentirsi comunità. Il Partito democratico è la casa di tutti i riformisti che hanno a cuore il Paese e chi voterà alle primarie si impegna a rispettare il voto dell’altro: chi perde sostiene chi vince e chi vince deve cogliere l’opportunità di rendere protagonisti tutti.

Con questo spirito ben vengano gli appelli alla partecipazione, non alle personalità o ai dirigenti di altre formazioni politiche, ma a tutti quei cittadini indecisi oppure delusi. C’è bisogno anche di loro per fare meglio di quanto siamo riusciti. I mille giorni del governo Renzi sono stati l’inizio positivo del cambiamento del Paese. Oggi il Pd è l’unico argine ai populismi e chi vuole farci tornare indietro ai tempi dell’instabilità politica, del sistema proporzionale, del protezionismo, delle scissioni e della demagogia. Dal M5S alla Lega Nord, compresa la neo formazione Mdp che l’unica storia che rappresenta è quella dei “partitini” di sinistra nati per far perdere il centrosinistra.

C’è bisogno una grande comunità vuole rimettersi in cammino sulle cose da fare e ha cura delle persone, dei territori, del futuro. A tale proposito occorre un partito capace di andare avanti. D’altronde è il senso che ci ha accompagnato dalla stagione dell’Ulivo dei partiti al partito dell’Ulivo: l’entusiasmo di costruire una nuova storia, oltre i limiti del passato, per dare più stabilità, governabilità e modernità al Paese.

I democratici saranno più forti quando le periferie saranno al centro. Nella vita del partito e nell’agenda politica c’è bisogno di più protagonismo dei circoli, anche attraverso gli organismi provinciali e regionali. In una grande comunità è normale avere diverse sensibilità, ma devono stare insieme per fare qualcosa non solo per le ambizioni di qualcuno. Occorre lealtà delle idee invece della fedeltà al leader. Liberi da correnti e più voce ai territori: solo così riusciremo a cambiare il partito dal basso, a metterlo al servizio dei bisogni e delle speranze dei cittadini, e costruire sempre più nuove classi dirigenti nelle città, nei comuni e nel partito che sono l’immagine della bella politica che siamo.

Con questo spirito, in piena libertà, fuori da qualsiasi corrente, leggendo il documento programmatico e dopo una valutazione della situazione politica, ho scelto al congresso e voterò alle primarie per Matteo Renzi.  Dobbiamo cogliere l’opportunità  di continuare a percorrere la strada delle riforme e sperimentare nuovi modi di vivere la politica.

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