Anche a Milano il Pd in campo per il Reddito di inclusione

Opinioni
Reddito d'inclusione - Milano

Presidi e circoli aperti per informare i cittadini sulla nuova misura

VorREI saperne di più. È questo lo slogan che racconta la nostra mobilitazione a Milano Metropolitana, in favore del reddito di inclusione, la misura varata dal Governo che interesserà oltre 5000 famiglie in città e circa 18mila in Lombardia.

Più di 50 circoli aperti, decine di volantinaggi e banchetti, alla vigilia delle festività. Ti arricchisce, ed è giusto occuparsi di chi vive maggiori fragilità proprio quando in tanti iniziano a pensare ai regali e a trascorrere momenti in famiglia. La politica è un fine e un mezzo al tempo stesso. Se il fine è il benessere della collettività, è la capacità di impattare positivamente sulla vita delle persone, il tramite è come attivarsi e mobilitare le coscienze per quell’obiettivo.

Confronto, partecipazione, radicamento sul territorio sono senz’altro parole note al vocabolario del PD, e sono gli strumenti – assieme ai circoli – che fanno della nostra comunità un luogo fisico e reale, e non virtuale. Ecco perché aprire i nostri presidi sul territorio: per essere gente tra la gente. Sulla scia di quanto abbiamo fatto in occasione di tanti appuntamenti importanti, dalle amministrative alla campagna referendaria per il sì, torniamo con grande entusiasmo e carica tra le persone, allarghiamo la partecipazione alla cittadinanza, questa volta per una riforma fortemente voluta e attesa dalla nostra base e dai nostri parlamentari.

La riforma del reddito di inclusione stabilisce un principio di equità, va oltre il mero assistenzialismo, mette tutti nella condizione di poter ripartire. Useremo ogni energia per rendere noto un lavoro di protezione che, tramite il volontariato intergenerazionale che caratterizza le mobilitazioni del PD, ci consente di confrontarci con tante persone, abbandonando finalmente per un po’ quelle sterili polemiche che troppo spesso affliggono il dibattito politico. Ecco perché voglio dire grazie ai tanti che stanno sacrificando qualche ora del loro tempo per dedicarsi ad una mobilitazione straordinaria e importante. E nel frattempo vigileremo su quei sindaci, di centrodestra, che non stanno agevolando la diffusione di informazioni utili ai cittadini su questa misura: perché, se ci sono comuni che si sono attivati con campagne di comunicazione e hanno aperto sportelli per fornire assistenza adeguata sul reddito di inclusione (a Milano più di 1400 domande e a Rozzano oltre 200 appuntamenti fissati), ce ne sono altri che hanno dimostrato di anteporre le appartenenze politiche all’impegno nel prendersi cura di chi è più fragile e vive in condizioni di difficoltà economica e sociale.

Non avremo ancora sconfitto la povertà in Italia, è vero, il lavoro da fare è ancora tanto, ma in questo modo abbiamo fatto qualcosa di concreto per due milioni di persone. Il reddito di inclusione è una grande conquista, un impegno importante per la dignità e l’indipendenza dal bisogno, quella che rappresenta meglio questi anni di Governo. Una misura di cui dobbiamo parlare, con orgoglio ed entusiasmo, nelle piazze e nei mercati, perché è la prova che una politica bella e capace di incidere sulla vita delle persone è possibile.

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