Alcuni perdono la memoria, altri l’umanità

Opinioni

La famiglia della bimba morta perché lasciata chiusa in auto ha chiuso i propri profili Facebook: erano stati inondati di insulti

Cerco di immaginare l’immenso dolore di quella madre che ha dimenticato la propria figlia in auto, ma non ci riesco. Non credo sia possibile, come non credo che si possa giudicare con così tanta leggerezza una madre come molti stanno facendo con lei.

Tanti giudizi, persino tanti insulti che arrivano da persone che neppure la conoscono. Queste persone però hanno trovato il tempo di lanciarle accuse e di augurarle ogni male sulla bacheca di Facebook. Mi viene da pensare che tanto odio arrivi da persone convinte di essere sempre nel giusto, di avere sempre la verità, evidentemente.
Ora, in questa brutta storia qualche giudizio mi sento di darlo anche io.

Il primo è contro alcuni miei colleghi. Giornalisti che dovrebbero fare il loro mestiere con più attenzione alle regole, alla deontologia professionale se non più semplicemente applicando la logica, la sensibilità, l’umanità al momento di raccontare un fatto. Diffondere nome e cognome della madre, il luogo dell’accaduto e il nome della bimba morta non è fare informazione. Significa scatenare una gogna mediatica contro una donna già devastata da una perdita immensa che non potrà mai cancellare.

Significa aggiungere altro dolore, altra vergogna alla devastazione di una famiglia, che, dopo aver vissuto un lutto così duro, è anche costretta a chiudere i propri profili social, dopo che le loro bacheche Facebook sono state inondate di parole orrende.

Il secondo giudizio è proprio contro tutte queste persone che di fronte a questa vicenda hanno mostrato il loro lato peggiore, una completa disumanità, vomitando parole terribili su un social network.

Mi ripeto con convinzione che quella madre non ha dimenticato la propria figlia. Ha dimenticato di portarla al nido o dai nonni o chissà dove, e la cosa è molto diversa. In quel labirinto di pensieri che si crea nella mente di ognuno di noi – per la frenesia, per le tante scadenze, per il troppo lavoro – rischiamo di rimanere intrappolati e di non riuscire a guardare la realtà in modo lucido. Black out.

Di fronte a tutta questa brutta storia, l’unica persona che al momento mi sento di assolvere è solo lei.

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