Basta silenzio, ora la Sindaca deve spiegare

Opinioni

Torino sembra essere tornata indietro di decenni, agli anni bui del terrorismo

La sera del 3 giugno i torinesi hanno vissuto sulla propria pelle cosa significhi essere governati dall’incompetenza e dalla presunzione. In poche ore si sono materializzate paura, dolore, sconforto, impotenza, indignazione e la certa consapevolezza che le istituzioni cittadine non sono più garanti della sicurezza pubblica. E’ questa la responsabilità maggiore di Chiara Appendino e del Movimento 5 Stelle: è quello che succede quando centinaia di feriti e un morto trasformano un momento di festa in una tragedia dove la parola fatalità non può essere nemmeno evocata.

Le scelte politiche della giunta grillina (che hanno penalizzato la città in questi mesi, tagliato welfare, cultura e asili, perso eventi di primissimo piano, svenduto acqua pubblica, approvato nuovi centri commerciali per fare cassa, penalizzato le periferie) sono atti di indirizzo gravissimi che si ripercuoteranno sui cittadini, sulle famiglie e sul tessuto sociale e produttivo purtroppo per molto tempo. Eppure, pur nella loro portata devastante, non potranno mai rappresentare un punto di non ritorno per chi ama la propria città e spera in un futuro migliore. Tutto potrà essere corretto, magari con qualche difficoltà, da una nuova amministrazione che sarà meno attenta ai like e ai selfie sui social, forse meno presente agli appuntamenti mediatici ma più coerente con quanto illustrato in campagna elettorale.

Dalla sera del 3 giugno aspettiamo però di sapere da Chiara Appendino come siano stati possibili quegli evidenti errori di organizzazione, condivisi con Prefettura e Questura, che hanno portato alla tragedia. In queste settimane dal sindaco nessuna scusa e nessuna spiegazione, solo una ordinanza emanata unilateralmente in tutta fretta senza avere la minima idea di come farla rispettare. Ancora una volta l’incapacità del M5S ha portato disordini: nessun coordinamento con Polizia e Carabinieri ha esposto le forze dell’ordine a continui pericoli mentre le provocazioni di alcuni teppisti, coperti politicamente dalle dichiarazioni dei consiglieri comunali grillini, hanno causato scontri e feriti anche tra i giovani che frequentano correttamente le piazze della movida.

Il risultato è chiaro: Torino sembra essere tornata indietro di decenni, agli anni bui del terrorismo. Gli eventi programmati, come la Festa di San Giovanni sono stati un flop, alcuni appuntamenti di primo piano tra cui concerti, iniziative culturali, notti “bianche” vengono annullati; non soltanto per motivi di sicurezza ma anche per paura che vengano disertati dagli stessi cittadini che hanno ormai perso la fiducia nel loro sindaco come garante dell’ordine pubblico.

E’ questa la maggiore colpa del M5S e di Chiara Appendino, l’impreparazione, l’improvvisazione, l’incompetenza stanno peggiorando non soltanto la qualità della vita, il potere d’acquisto e le prospettive di crescita di Torino ma anche il senso di comunità e il rapporto stesso degli abitanti con la loro città.

 

Articolo tratto da Democratica del 3 luglio

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