Benvenuti alla Multisala Cinque Stelle

Opinioni

L’ampia offerta cinematografia del M5S è veramente un problema per la democrazia

La scena è quella di un talk show politico, uno dei tanti.

Durante una pausa pubblicitaria mi si avvicina un signore del pubblico che si dichiara elettore M5S. E’ simpatico, ha un bell’accento romano e un barbone bianco, mi dice che sono “troppo cattivo con i grillini” e forse ha ragione. Ci stringiamo la mano con un sorriso.

Dopo un po’ parte un servizio dalla periferia romana, Tor Bella Monaca, con cittadini inferociti per le solite cose per cui ci si può inferocire ma anche perché la Raggi “aveva promesso tanto a noi di Tor Bella e poi non ha combinato nulla”.

Senza essere inquadrato, mi giro verso l’elettore grillino tra il pubblico e gli dico sottovoce: “Ora però mi tocca attaccare Grillo, non te la prendere”.

E lui: “Ma perché? Che c’entrano i Cinque Stelle con la periferia romana?”.

Quel signore romano non era affatto sprovveduto né male informato. Semplicemente, aveva visto solo uno dei tanti film che proiettano in contemporanea nel grande cinema multisala che è diventato il Movimento Cinque Stelle.

Nella sala principale c’è il kolossal sull’odio, poi il filmone sulla casta, quello sulle periferie, sull’Europa matrigna e via a scendere nelle sale più piccole con le repliche dei b-movies su vaccini, scie chimiche, democrazia diretta etc.

Quando si dice che il Movimento Cinque Stelle è diventato il vero Partito della Nazione si coglie un grande punto di verità. Ma non tanto perché nella sua piattaforma entrino spunti sia di destra sia di sinistra. Questo è vero, ma solo e soltanto se si utilizza la chiave di lettura dell’ideologia come falsa coscienza (come sostenevano i due noti barbudos ottocenteschi, a cui siamo inevitabilmente legati) per interpretare un fenomeno che di ideologico ha ormai poco o niente, mentre riesce ad offrire agli italiani un menù (di balle) molto ampio e articolato.

Che siano balle è fondamentale, e sarà compito del PD smontarle una ad una offrendo all’Italia un’idea di futuro diversa e alternativa a quella autoritaria e populista di Grillo e Casaleggio.

Ma ancora più importante è l’ampiezza di un’offerta cinematografica che riesce a sommare platee non sempre sovrapponibili: tipi di pubblico diversi, che spesso non si parlano perché il passaggio da una sala all’altra non è richiesto né necessario, ma che insieme danno al Multisala Cinque Stelle la forza trasversale di una minaccia alla democrazia non più minoritaria né marginale.

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