Blitz leghista nella sala di culto, il volto banale della stupidità

Opinioni

A Torino due consiglieri del Carroccio rimuovono nella sede del Comune un tappeto di preghiera per gli ospiti musulmani. Aperta un’inchiesta

La stupidità ha molte facce; a Torino ha la faccia dei due consiglieri leghisti che hanno arbitrariamente rimosso il tappeto posto dal Comune in uno spazio adibito alla preghiera dei credenti musulmani; uomini e donne di fede islamica ospiti della città per una tavola rotonda sulla moda islamica e gli investimenti internazionali nel settore. Un settore in crescita nel Medio Oriente, interessato sempre più ad investire nella qualità del manufatto italiano.

“Oggi il cretino è pieno di idee”, avrebbe commentato Ennio Flaiano vedendo i due zelanti leghisti fare irruzione nella sala del Comune e arrotolare il tappeto… Chissà se questa messa in scena gli è valsa la lode del loro leader; chissà se invece è una cifra di riconoscimento dei “padani” piemontesi quella di fare pagliacciate e gesti eclatanti – quanto inutili – visto che alla Camera dei deputati un altro piemontese col fazzolettino verde, Gianluca Buonanno, ci aveva abituato a performance inusuali con spigole, travestimenti e infelici dichiarazioni televisive grondanti razzismo. Chiari esempi di come i pregiudizi nella Lega abbondino mentre l’intelligenza scarseggi.

Ottusità leghista a parte, quanto successo è un fatto grave, gravissimo, che reca offesa non solo alla comunità musulmana ma anche alla collettività torinese che, insieme a quel tappeto per la preghiera, oggi ha visto rimossi – e calpestati – anche una lunga serie di diritti, quali il diritto alla libertà individuale e alla libertà religiosa tutelata dalla nostra comune Costituzione.

Non è pensabile tollerare simili gesti nel 2015, non è possibile proprio a Torino, città che per prima si è dotata di un assessorato alle Politiche per l’integrazione, che da anni ha scommesso sul dialogo interreligioso e interculturale con ottimi risultati. La politica è l’esatto contrario della sceneggiata che i due consiglieri leghisti hanno messo in atto con l’obiettivo preciso di creare divisioni e gettare benzina sul fuoco alimentando nuovo razzismo e islamofobia; fare politica significa sognare un futuro migliore per tutti e mettere in campo energie e intelligenze per realizzarlo; significa lavorare per non lasciare indietro nessuno, costruire ponti invece di muri.

È incredibile e insieme inquietante invece come la Lega costruisca l’intera propaganda sull’odio, come la legittima tutela dei diritti dei cittadini italiani con loro acquisisca i toni dell’inevitabile scontro di civiltà, come ogni narrazione sia volta a stabilire un “noi” e un “loro” al solo fine di instaurare ad arte un clima di paura.

Per questo, uno dei grandi compiti del Partito Democratico, la comunità politica della quale sono onorato di far parte, è proprio stringere un’alleanza con la cittadinanza italiana tutta, una cittadinanza ormai plurale e multiculturale, e respingere questa politica della paura che spesso si avvale della violenza. Dobbiamo invece dar voce all’Italia sana, che è la maggioranza silenziosa del Paese, una maggioranza operosa, aperta, accogliente, che chiede alla politica soluzioni, attenzione alla realtà dei giovani, alla vita delle periferie. Ecco, il mio partito è schierato con questa gente, lavora per questa gente, e non si stancherà mai di alzare la voce per difendere i diritti di tutti, perché l’Italia è grande, e i razzisti sono solo signorotti piccoli piccoli.

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