Cantiere PA, ciò che abbiamo fatto finora

Opinioni

Cosa hanno fatto i governi Renzi e Gentiloni da febbraio 2014 ad oggi?

Il sistema pubblico italiano è ridondante e frammentato. Secondo l’Istat nel 2015 erano quasi 13 mila gli enti censiti ed oltre 105 mila i luoghi di lavoro. 3 milioni e 300 mila i dipendenti divisi in 11 comparti. Oltre 9 mila aziende pubbliche di cui 3 mila scatole vuote. Questa situazione il governo Renzi e poi quello Gentiloni la hanno ricevuta in eredità da chi ha governato prima. Noi non l’abbiamo costruita.  E contro di essa abbiamo messo in campo il più grande cantiere di riforma del sistema pubblico mai avviato in Italia, partito nel 2014 con la legge Delrio, con il DL 90 dello stesso anno, poi con la legge Madia ed i 24 decreti legislativi attuativi ed infine con la legge di modifica della costituzione. Un unico cantiere con tante linee in costruzione tutte legate ad alcuni principi cardine:

  • La pubblica amministrazione è lo strumento che fa diventare esigibili, cioè concreti, i diritti dei cittadini. È un elemento vitale delle comunità non un luogo in cui si annidano fannulloni.
  • L’insieme degli enti pubblici devono muoversi come un’unica entità che deve sostenere i cittadini e le imprese. Il nostro meraviglioso art.3 della costituzione dice che “la Repubblica rimuove gli ostacoli…”.
  • I dipendenti pubblici sono la benzina del motore della Repubblica: senza di loro non si fa nulla. Devono essere in numero adeguato, formati e pagati il giusto secondo una classificazione di merito.
  • Occorre togliere tutto ciò che non serve. Ridurre gli enti inutili, gli uffici doppi, le strutture che non sono efficienti, i passaggi negli uffici alla ricerca di una risposta, le differenze nei comportamenti che vengono richiesti ai cittadini, il tempo per fare le cose.

Cosa hanno fatto i governi Renzi e Gentiloni da febbraio 2014 ad oggi? Leggendo autorevoli commentatori (Cassese e Giavazzi in primis) sembra che non sia stato fatto quasi nulla e che quel poco che è stato fatto sia sbagliato. Sicuramente penso che non sia stato fatto tutto perché “il nemico” che sopra ho decritto ha una forza ed una capacità di resistenza testata nel tempo. Però sono convinto che in questi (quasi) 4 anni sono stati fatti importanti passi in avanti che cambieranno lo status quo per molti anni. Provo ad elencarli dividendoli per macro settori:

  • Chi fa che cosa. È stata riordinata la competenza di comuni, province e regioni. Di ministeri ed autority, di società ed enti pubblici. Questo per fare in modo che non ci fossero sovrapposizioni e sprechi. Sono in corso di riduzione le società partecipate inutili o dannose (in perdita). Se fosse stato approvato il referendum del 4 dicembre sarebbero state abolite le province. Alcune competenze come le grandi reti, il turismo, sarebbero tornate allo stato e sarebbe stato creato un modo più ordinato per far lavorare insieme le istituzioni.
  • Come si fanno le cose: le procedure. Tutti gli enti avranno gli stessi procedimenti amministrativi e gli stessi moduli, è stato rafforzato il silenzio assenso anche fra amministrazioni, sono stati ridotti i tempi delle conferenze di servizi del 70%, è stato reso obbligatorio l’utilizzo del digitale, è stato dato il Pin unico ed una mail unica a ciascun cittadino, è possibile per chiunque accedere agli atti della pubblica amministrazione; è stata creata l’autorità anti corruzione, rivisto il codice degli appalti di lavori e dei servizi. Si perde meno tempo, c’è meno incertezza, con il digitale la PA diventa una APP.
  • L’organizzazione. Sono stati fatti gli uffici unici accorpando quelli esistenti che facevano le stesse cose. Sono state ridotte a 60 le camere di commercio; se fosse stato approvato il referendum del 4 dicembre sarebbe stato abolito il Senato per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, le province ed il CNEL.
  • Il capitale umano. I comparti di contrattazione sono stati ridotti da 11 a 4. Sono stati ridotti del 50% i permessi sindacali. Sono stati fatti due provvedimenti contro i furbetti del cartellino e contro i furbetti del certificato. Sono stati riaperti i tavoli per fare i contratti di tutti i dipendenti pubblici e per dare loro 85 euro al mese di aumento. E’ stato fatto il riordino delle forze di polizia e riaperte le assunzioni in tutte le Pa. Cambiano i concorsi e vengono assunti i giovani precari che hanno fatto selezioni. Saranno anche i cittadini a valutare il lavoro dei dipendenti pubblici.

Non è stata fatta la riforma della dirigenza perché una sentenza della Corte Costituzionale (non del Consiglio di Stato come erroneamente ha scritto il Professor Giavazzi) ha bloccato il provvedimento che era ormai alla fine del suo percorso. Lo stesso dicasi per la riforma dei servizi pubblici.

È poco? È tanto? Non lo so. Però sicuramente è un approccio che modifica radicalmente il rapporto fra Pubblica amministrazione e cittadini. Gli effetti stanno arrivando ma c’è bisogno del lavoro di tutti. Adesso ci giochiamo la partita vera, nell’ultimo miglio che separa le leggi scritte sulla gazzetta ufficiale dai fatti. Tutti, i lavoratori, i dirigenti, gli amministratori locali, i manager delle società, gli esperti, i professori sono determinanti per poter trasformare questi nuovi strumenti in opportunità e nuovi comportamenti. Ma il ruolo più importante di tutti lo giocano i cittadini e gli imprenditori che devono sapere che questi nuovi strumenti esistono e che sono dei diritti che devono rivendicare per fare in modo che diventino realtà.

Se funzionano gli ospedali e gli asili nido, se il TPL è efficiente, se non devono prendere ore di permesso per fare un certificato vuol dire che il nostro Paese è più giusto perché coloro che hanno bisogno del sistema pubblico sono coloro che hanno pochi mezzi a disposizione e non possono permettersi servizi privati. Se un’impresa viene pagata in 20 giorni ed un’altra in 100 vuol dire che la PA fa concorrenza sleale perché significa che un imprenditore ha problemi di cassa e l’altro no.

Adoro le critiche perché molte volte ti fanno vedere una faccia del poliedro che altrimenti potresti dimenticare ma non sopporto i giudizi precostituiti che ricordano più la puzza sotto il naso che non la voglia di dare una mano.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli