Cara Pini, su certi argomenti non si possono fare queste figuracce

Opinioni

La politica di oggi non può non capire che ci sono anche giuste esigenze d’immagine

E’ verissimo, come sostiene Giuditta Pini, che solitamente alla discussione generale su una legge (dunque quando non sono previste votazioni) le aule parlamentari sono deserte. Infatti tempo fa ci fu chi propose di abolirle proprio, queste discussioni generali, ed entrare subito nel merito degli articoli: ma non se ne fece niente e la discussione generale è rimasta.

Ora, nessuno pretende la presenza dei 630 deputati (o dei 300 del Pd, visto che la relatrice della legge, Donata Lenzi, è del Pd e forse avrebbe meritato qualche applauso in più) ma insomma su un tema delicatissimo come il testamento biologico – atteso da anni! – qualche sforzo si poteva e si doveva fare. E l’argomento che era lunedì proprio non regge – anzi, è controproducente – perché se c’è una cosa che fa imbestialire gli italiani è la scusa dell’impegno sul territorio che i parlamentari profonderebbero il lunedì.

Si dice che il Parlamento non può farsi carico delle esigenze delle telecamere. Che non è una ribalta televisiva. Ma  come si fa a non capire, al giorno d’oggi, che una politica che non tiene conto delle necessità dell’immagine è una politica autoreferenziale e schizzinosa? Come si fa a non capire che le scene tv dell’aula vuota alimentano demagogia e qualunquismo? Un clamoroso esempio di questa autoreferenzialità l’hanno dato ieri i deputati di tutti i partiti, populisti e non populisti, destra e sinistra: un pessimo esempio di unità nazionale.

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