Care democratiche, incontriamoci subito

Opinioni

Mi rivolgo a tutte le donne del PD. Incontriamoci presto, tutte, senza correnti e correntucce, apriamo una nuova stagione

Care amiche e compagne del PD,

vi prego no, Eva contro Eva no. È la cosa più triste, scontata e inefficace che si possa fare. I problemi sono antichi ma le risposte devono essere degne del tempo di oggi. Degne soprattutto di una consapevolezza, di una libertà femminile per fortuna conquistata, anche se messa proprio per questo, sempre a repentaglio. Proprio per questo. L’appello “Towanda dem” di tante donne del PD, soprattutto dirigenti a tutti i livelli del partito, è un sintomo di qualcosa che si è sottovalutato, è figlio di qualcosa di cui gli uomini non si rendono conto. Non si sono, (non ci siamo?) resi conto che spazzare via le donne dalla scena pubblica è una cosa urticante per le altre donne, anche le più giovani, e forse anche per molti uomini ormai. È una cosa che si paga, e la paga di più un partito che si definisce “di sinistra” “progressista” “democratico”.

Ieri una ragazza, figlia di una mia amica, ha discusso la tesi specialistica davanti ad una commissione composta quasi tutta da uomini. Alla fine della sua relazione ha detto “guardate che anche al CONI hanno le quote rosa, organizzatevi”. Ha preso 110 e lode. Il PD tradizionalmente, grazie alle donne, ha fatto della battaglia sulla rappresentanza femminile il suo tratto identitario, è stato surclassato pesantemente da un partito come la Lega, notoriamente maschilista, che è passato da 5 donne nella scorsa legislatura a 68 donne. È solo una questione di numeri? Ovviamente no. È una questione di sostanza, di politiche e di autorevolezza femminile. Ecco, queste tre cose stanno insieme, certo è che se alle donne viene sbarrata la strada hai voglia tu a fare politiche e ad avere autorevolezza! Le pluricandidature sono state un errore? Si ma il processo alle responsabilità non aiuta a farlo capire a tutti, crea divisione più che condivisione. Si è sbagliato tutti e tutte. Tabula rasa e si ricomincia. Il dato è tratto, adesso bisogna affrontare la questione di petto e non stare lì tanto a cincischiare. Siamo sotto scacco. Attenzione, le quote rosa in mano agli uomini possono produrre disastri come si è visto. Le quote rosa devono stare in mano a noi, questa è la sfida.

Sento già nelle orecchie uomini e donne del PD dire irritati “Ci sono altre questioni ora all’ordine del giorno, queste sono cose da femminucce”. E qui sta il nodo, di quelle questioni “all’ordine del giorno” voglio essere protagonista anch’io, perché l’idea di politica e di paese riguarda anche me e visto che lo spettacolo che stiamo dando, forse sarebbe arrivato il tempo di dire “scansatevi” che ci pensiamo noi. Oggi lo scontro politico mondiale sta tra società aperte e società chiuse. Le società chiuse sono nemiche delle donne, sia chiaro. Quindi più che mai c’è bisogno di donne amiche delle donne, che mettano in atto politiche forti perché le donne stiano bene, siano libere nella società. Perché le donne siano ovunque, e fare la loro parte in questo nostro tempo disgraziato. E allora mi rivolgo a tutte le donne del PD, mi rivolgo a chi ha firmato e a chi non ha firmato quell’appello (non ho firmato). Incontriamoci presto, tutte, senza correnti e correntucce, apriamo una nuova stagione, usciamo da questo angolo, da questa ombra. Confrontiamoci su come rifondare la sinistra, i democratici nel nostro paese, su come lo vogliamo fare, se vogliamo essere protagoniste di questo cambiamento o solo comparse.

Basterebbe guardare altrove quello che succede. So che vi dà fastidio quando parlo della Germania, ma quello è il mio secondo paese, un paese che mi ha accolta e mi ha dato una nuova opportunità. Li, oltre alla eterna Cancelliera i partiti sono tutti governati da donne, da destra e da sinistra. Sulla scena pubblica le donne imperversano. E non sono mammolette, vi assicuro. E per venire incontro al vostro fastidio verso la Germania e a un sano orgoglio italico vi dico: che cosa abbiamo noi meno di loro? 

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