Catalogna spaccata in due

Opinioni

Gli indipendentisti vincono le elezioni, ma Ciudadanos diventa primo partito, cancellando i popolari di Rajoy

Gli indipendentisti vincono le elezioni in Catalogna, ma la regione spagnola resta politicamente spaccata in due. Le forzature dei separatisti non hanno provocato nessuno sfondamento. I risultati delle elezioni odierne non si discostano sostanzialmente da quelli del 2015.

I tre partiti indipendentisti hanno raccolto il 47,49% dei voti (21,65% Uniti di Puidgemont, 21,39% la sinistra dell’Erc, 4,45% gli anticapitalisti del Cup) e il 51,9% dei seggi (70 in tutto: 34, 32 e 4).

Nel 2015 erano andati meglio, ottenendo il 47,8% dei voti e il 53,3% dei seggi (72 su 135). All’interno del fronte indipendentista crolla il Cup, che aveva preso l’8,2% dei voti e 10 seggi.

Tra gli altri partiti, da notare l’exploit di Ciudadanos (diventa il primo partito passando dal 17,9% al 25,39% dei voti e da 25 a 37 seggi), il collasso dei Popolari (scesi dall’8,5% al 4,24% dei voti e da 11 a 3 seggi), la tenuta di Podemos (dall’8,9% al 7,45% dei voti e da 11 a 8 seggi) e del Psoe (dal 12,7% al 13,88% dei voti e da 16 a 17 seggi).

Il voto offre tre conferme: a) la maggioranza dei catalani (il 52,5%) vota per i partiti antisecessionisti; b) pur avendo avuto meno voti degli antisecessionisti, i partiti independentisti hanno raccolto la maggioranza assoluta dei seggi perché il sistema elettorale sottorappresenta Barcellona (se alle quattro circoscrizioni fosse stato attribuito un numero di seggi proporzionale alla loro consistenza demografica, non sarebbe finita 70 seggi a 65 per gli indipendentisti bensì 69 seggi a 66 per gli antisecessionisti); c) l’ala estrema del fronte indipendentista, il Cup, pur in regresso forte rispetto a due anni fa, resta decisiva per mettere insieme una maggioranza assoluta di seggi e quindi per la formazione del governo (dopo le scorse elezioni fece pesare la propria indispensabilità imponendo la sostituzione di Artur Mas con Puidgemont).

Infine c’è da dire che non si è rivelata redditizia la linea ambivalente di Podemos (no alla secessione, sì a un referendum che potrebbe sancirla). L’affluenza è aumentata in misura rilevante, di 7 punti, dal 74,9% all’81,9%.

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