Così rinasce lo sport italiano

Opinioni

Approvato il riassetto della disciplina che riguarda i mandati dei dirigenti delle istituzioni sportive

 C’è un aspetto che riguarda la gestione delle federazioni e delle istituzioni sportive che da tempo richiedeva un intervento di riorganizzazione: si tratta della durata dei mandati degli organi di vertice, regolati attualmente in maniera disorganica. Finora alcune di queste cariche potevano sostanzialmente essere rinnovate all’infinito. Talvolta un ruolo, non si può negare, diventava pressoché a vita, in altri casi la durata era fin troppo breve. Una situazione che per anni ha reso confuso, se non contraddittorio, il quadro direttivo dello sport italiano, e attirato un buon numero di critiche, più che legittime.
Per questo, nelle mie dichiarazioni programmatiche di inizio mandato, tra gli altri obiettivi, ho incluso il riassetto della disciplina che riguarda proprio i mandati dei dirigenti delle istituzioni sportive. Ieri quel riordino ha compiuto un passo decisivo: il provvedimento, attraverso un disegno di legge ad hoc, è  stato approvato dalla Camera dei Deputati, con ampia maggioranza. Un’altra promessa mantenuta. 
Si tratta di una risoluzione che cambia completamente il sistema attuale. Il numero dei mandati viene uniformato per tutte le istituzioni: nel Coni, nel Comitato Paralimpico, nelle federazioni, nelle discipline associate, negli enti di promozione sportiva e in tutte le loro strutture territoriali, il tetto massimo sarà di tre mandati consecutivi, per un arco complessivo di dodici anni.
È un primo passo. Certo, il mondo dello sport ha bisogno di una revisione completa del rapporto tra federazioni e Governo, e si tratterà di capire su questo fronte così ampio di intervento quanto si potrà fare entro i limiti dell’attuale legislatura. Ma possiamo dire che quello di ieri è un ottimo punto di partenza. Perché garantisce da un lato il giusto rinnovo e avvicendamento ai vertici degli organi sportivi, e dall’altro consente che gli incarichi abbiano una durata temporale sufficiente per realizzare un programma compiuto.
Lo sport italiano è complesso, ricco di realtà consolidate e di grandi potenzialità, alcune però ancora inespresse. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a fargli fare un vero salto di qualità. Un obiettivo che meritano i tanti campioni che coi loro risultati prestigiosi danno lustro al nostro Paese, grazie al loro impegno e alla loro passione. Così come lo meritano tutti quegli atleti che ogni giorno, anche senza ribalte mediatiche, si allenano e gareggiano con altrettanta dedizione e amore per lo sport.
Ora manca solo un ultimo tratto di strada per completare l’iter di questo provvedimento: l’approvazione finale in Senato. Ci siamo davvero, finalmente.

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