Creiamo cooperative per rafforzare i circoli Pd

Opinioni

Una proposta per rafforzare sul piano economico e organizzativo le strutture di base del partito e allargare la partecipazione anche ai non iscritti

Dopo la pesante sconfitta al referendum del 4 dicembre è necessaria una riflessione interna al Partito democratico su come aiutare la struttura fondamentale per l’attività politica, ovvero i circoli locali.

Scrivevo già a marzo dell’importanza di aiutarli indicando anche i comitati “Basta un Sì” come possibile apertura, così non è stato. Quindi quali possono essere le azioni e gli strumenti per aiutare davvero i circoli? Ecco alcune proposte sicuramente ambiziose ma, secondo me, necessarie per una strategia di medio/lungo periodo.

Occorre partire dalle realtà che non hanno più una sede fisica e quelle in difficoltà economica, per permettere a tutta la struttura di crescere in modo uniforme, per far crescere tutta la comunità dem, che va oltre gli iscritti al partito. Strategie di fundraising che vadano ad attivare tutte le persone che appartengono alla comunità dem, unite alla costruzione di una struttura che possa dare solidità economica per costruire sedi che diventino case di dibattito e approfondimento. Potrebbe essere un’idea quella di creare cooperative che abbiano lo scopo di aiutare le zone dove i circoli hanno più bisogno, ma anche quello rendere più solidi economicamente e sul piano organizzativo tutti gli altri circoli.

Accanto a questo, si potrebbe progettare una formazione costante all’uso di strumenti web, ma anche aiutare tutti, soprattutto chi vuole avere ruoli dirigenziali, a creare comunità attorno al luogo fisico, dove ogni militante con il suo bagaglio culturale possa sentirsi a casa.

Circoli che quindi diventerebbero luoghi ibridi. Ci sono già dei casi interessanti da approfondire dove i circoli diventano spazi studio e vengono vissuti costantemente, per rispondere anche ai nuovi modi di militanza soprattutto giovanile, una fascia d’età dalla quale ci divide un muro di incapacità d’interlocuzione.

Luoghi che siano, attraverso l’elaborazione politica, acceleratori di cambiamento concreto per le proprie comunità locali. Elaborazione politica partecipata grazie all’uso anche di strumenti web da definire. Circoli che sappiano, grazie al coordinamento dei livelli superiori, mettere a fattor comune le buone pratiche anche per la sostenibilità economica, fondamentale per fare politica (qui uno dei ruoli delle cooperative tra circoli) e aumentare la partecipazione della comunità dem al di là degli iscritti.

Un percorso di questo tipo richiede che vengano, almeno su questi temi, superate le divisioni correntizie, se si vuole realmente costruire qualcosa che duri nel lungo periodo. I circoli sono la forza prioritaria del Partito democratico, gli hanno permesso di esistere fino ad ora: facilitare il loro lavoro, aiutarli a crescere e nel lavoro quotidiano è di vitale importanza per tutti e anche per il Paese.

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