Contro la logica dell’insulto

Opinioni

Tanto, ma non tutto, di questa situazione è la conseguenza non del 4 marzo, ma del 4 dicembre e della bocciatura del referendum costituzionale

Oggi più che mai c’è in gioco il futuro dell’Italia insieme al destino di una comunità, il Pd. È stato giusto dire che il Pd ripartiva dall’opposizione per rispetto dei voto dei cittadini. Siamo un partito di governo, ma non del potere a tutti i costi. Alla luce del fallimento Salvini-Di Maio, però, è evidente che sia altrettanto corretto discutere del nuovo scenario nella Direzione Pd, ma non è sufficiente. Qualunque decisione venga assunta deve essere sottoposta al giudizio degli iscritti al Partito democratico. Con l’impegno che tutti, senza distinguo, rispettino la volontà della base e il valore della democrazia.

Dopo cinquanta giorni dalle elezioni l’unica cosa certa è l’incapacità di Lega e M5S nel dare vita a un esecutivo. L’Italia è in una situazione di stallo soprattutto per questo fallimento e dare vita a un governo è un dovere per il Paese, prima ancora di un diritto dei partiti. Chi ha vinto, o ha più forza parlamentare, ha più di ogni altro la responsabilità di passare dalle parole ai fatti. Oggi il Parlamento è frutto di un sistema proporzionale, sicuramente è più difficile trovare un’intesa. Soprattutto quando in campagna elettorale si illudono i cittadini dell’autosufficienza.

Tanto, ma non tutto, di questa situazione è la conseguenza non del 4 marzo, ma del 4 dicembre e della bocciatura del referendum costituzionale. Coloro i quali hanno sostenuto le ragioni del “No” avrebbero dovuto più di altri tenere in considerazione le conseguenze e oggi sono gli ultimi che possono lamentarsi. Invece, riguarda tutti il desiderio di una cultura del dialogo in politica. La missione di ogni buona democrazia il giorno dopo le elezioni è quella di tornare a unire l’Italia, non dividerla. Una volontà che dovrebbe esserci sempre, al di là del sistema istituzionale o della legge elettorale, non per logiche di potere, ma per il bene del Paese. Prima ancora dei programmi occorre ritrovare “la bellezza delle parole” piuttosto che predicare l’insulto. Le parole sono importanti, ancora di più i comportamenti, perché possono essere muri insormontabili oppure un meraviglioso ponte verso gli altri.

 

*Segretario provinciale Pd Pesaro e Urbino

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