È riaperta la stagione della caccia a Renzi

Opinioni

Renzi ha preso in mano un Paese immobile e con il suo decisionismo ha portato avanti una serie impressionante di riforme e di provvedimenti, ottenendo anche importanti risultati sull’economia

Sembra che si sia aperta, anzi, che continui, anche con armi non convenzionali, la stagione venatoria, la stagione della caccia. Il bersaglio grosso è sempre quello: Matteo Renzi. Intellettuali, opinionisti politici, politici in carica o ex. La pattuglia è ampia e sembra estendersi sempre di più.

Del resto, basterebbe ricordare le favole di Fedro: gli asini (metaforici, s’intende) che pensano di essere forti di fronte al leone (metaforico, s’intende) gravemente malato. Di fronte a cotanta intelligenza che attacca, sembra quasi un miracolo che il PD, secondo gli ultimi  prevalenti sondaggi, sia sempre il primo partito o il secondo  a mezzo punto dai grillini blanditi dal giornalismo (televisivo e non) bersanian-dalemiano e da una rete televisiva che sembra la succursale del giornaletto di Travaglio. Forse che il leone (metaforico, s’intende) non è malato, in fondo, tanto gravemente? Quali sono le argomentazioni usate per attaccare Renzi?

Una riguarda il carattere del Segretario. Da ultimo il Prof. Cacciari che lo definisce un “bambino autoritario”, oppure i tanti arroganti e presuntuosi in giro che lo definiscono arrogante. Eppure lo stesso Cacciari, ospite della Gruber con Matteo Richetti, mi sembrava che, tutto sommato, non fosse così “tranchant” con Renzi.

E trovare qualcuno che a giudizio di Cacciari non sia uno stupido, è impresa piuttosto ardua. Ora, è vero che Matteo Renzi non è un politico che fa dell’umiltà la sua caratteristica principale. Ma, a parte che questo secondo mandato di Renzi a me sembra che sia caratterizzato da maggiore collegialità (più “noi” e meno “io”), come peraltro attestato dai compiti e dalla maggiore visibilità attribuiti a bravissimi dirigenti come  Martina, Richetti, Giachetti, etc.

A parte questo, dicevo, a me sorge spontanea una domanda (come diceva un bravo conduttore televisivo): ma le doti principali di un politico, di un uomo di governo, devono essere l’umiltà, la simpatia, oppure avere  una visione strategica, portare avanti provvedimenti utili per il Paese, etc.?

Berlusconi, per dire, era forse simpatico, con le sue barzellette, con le sue “cene eleganti”, ma la  sua azione di governo, a parte le numerose leggi ad personam, quali benefici ha prodotto per il nostro Paese, travolto dalla crisi senza che ne lui ne Tremonti se ne rendessero conto?

Poi, dicono, è divisivo, non è inclusivo. Questa accusa continua ad aleggiare, anche dopo la scissione, nel Partito, soprattutto da parte di Cuperlo e di Orlando. Ma che significa? Per non essere divisivo Renzi avrebbe dovuto sottostare ai dicktat di Bersani e della sua corrente?  Avrebbe dovuto accettare  che fosse la minoranza a guidare le scelte del Partito?  Io vorrei rovesciare il paradigma: Bersani è stato divisivo; Bersani ha spaccato il Partito, fino alla sciagurata scelta sul referendum ed alla scissione.

Dicono, ancora:  Renzi porta avanti una narrazione di un Paese che non c’è. Lo dicono un po’ tutti: Mdp, 5 stelle, opposizioni  di destra assortite e opinionisti progressisti o presunti tali. Ultimamente ascoltavo Arturo Scotto sproloquiare sull’argomento. Mi sono ripromesso di inviargli una mail sulla sua casella di parlamentare con un bell’elenco di riforme, provvedimenti e risultati conseguiti dal Paese, non dal PD, dal 2014 ad oggi.

A me pare, in realtà, che sia presente, purtroppo anche in buona parte dell’opinione pubblica, una narrazione, peraltro contraddetta dai fatti e dai dati, secondo cui quella di Renzi sia una narrazione meramente propagandistica e non supportata da dati reali.

Dicono, ancora, non è di sinistra, è al massimo di centro, se non di destra (come sostiene il  rivoluzionario Montanari) ed i provvedimenti portati avanti dal suo Governo sono provvedimenti di destra. Tra le tante, questa mi pare l’accusa più ridicola. In realtà, basano il loro giudizio prevalentemente su alcuni aspetti delle riforme sulla scuola e sul mercato del lavoro, ma vorrei chiedere a tutti gli inflessibili Soloni se sono di destra le leggi sugli ecoreati, sulle unioni civili, sul caporalato, sullo spreco alimentare,sul dopo di noi, sull’autismo, sul terzo settore, sull’anticorruzione, etc…

In realtà, Renzi ha preso in mano un Paese immobile e con il suo decisionismo  ha portato avanti una serie impressionante di riforme e di provvedimenti, ottenendo anche importanti risultati sull’economia. Spiace che autorevoli politici e commentatori, influenzati dal pregiudizio, non diano giusto merito e risalto a quanto fatto ed ai risultati raggiunti, anche in rapporto alle condizioni di partenza.

Io non so cosa farà Pisapia: Sento da vari esponentidi Mdp o di SI, che con Pisapia vogliono costruire una sinistra alternativa al PD.

Cioè? Vogliono confinarsi nella riserva indiana di una sinistra di testimonianza? Vogliono rischiare di regalare la guida del Paese alla destra o ai 5 stelle?  Spero proprio che Pisapia, che sa che  è indispensabile dialogare e collaborare  con il PD per governare, non si faccia travolgere dall’antirenzismo militante che caratterizza i movimenti a sinistra del PD. Ma la vedo dura e temo che spalancheranno le porte del corridoio alla mucca in arrivo.


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