Ecco caro Di Maio cosa sono le ONG

Opinioni

L’arroganza con cui Di Maio ha parlato di ONG tradisce il fatto che il M5S è troppo spesso capace di utilizzare parole come pace e cooperazione per la propaganda

Le ONG, che tre giorni fa Luigi Di Maio con la voglia di contendere qualche voto a Salvini, ha chiamato vergognosamente “taxi del mare”, in realtà sono una parte importante di quello che orgogliosamente chiamiamo il sistema italiano della cooperazione allo sviluppo.

Si tratta di più di 200 organizzazioni non governative, che ogni giorno svolgono un lavoro prezioso per la lotta alla povertà. I bilanci delle ONG italiane nel 2016, raccolti con trasparenza dal portale Open Cooperazione, raccontano di più di 561 milioni di euro raccolti per il 53% da fonti istituzionali e per il restante tra 427.451 donatori privati, singoli cittadini che vogliono con piccoli contributi fare la loro parte per la solidarietà internazionale.

Il settore impiega più di 16mila persone, il 91% delle quali lavora fuori dall’Italia a coordinare interventi che coinvolgono le comunità locali nel contrasto alle diseguaglianze globali. Persone che a volte rischiano la vita, o che più semplicemente scelgono di lavorare in luoghi meno agiati o zone di guerra, per contribuire a ridurre il divario tra chi ha e chi non ha.

Chi ci guadagna, chiederebbe il solito grillino? I beneficiari dei 2.897 progetti che questi operatori ogni giorno portano avanti in tutti e cinque i continenti, lavorando con la società civile locale, con le comunità, fuori dalle logiche di governo spesso non attenti ai bisogni della popolazione. Non sono solo gli interventi in mare, è molto di più, è un mare di legami, talenti, attenzioni capace di creare ponti tra l’Italia e altri paesi. È un contributo unico e prezioso: le ONG infatti sono organizzazioni non statali, indipendenti, no profit, laiche o religiose, che traggono da queste caratteristiche la forza per impegnarsi a dare un contributo libero alla soluzione dei problemi dei paesi in via di sviluppo. Sono un elemento che arricchisce la tradizionale cooperazione tra Stati proprio perché portano le istanze delle comunità locali, delle società dei paesi in cui operano. Non sempre, in questi anni di dialogo con loro, siamo stati d’accordo, sugli interventi del governo italiano. Ma il contributo delle ONG è stato prezioso ogni volta perché libero e indipendente, appunto. Capace di rappresentare il punto di vista degli ultimi.

L’arroganza con cui Di Maio ha parlato di ONG tradisce il fatto che il M5S è troppo spesso capace di utilizzare parole come pace e cooperazione per la propaganda, dimenticando poi chi lavora ogni giorno per costruire un mondo più equo. Tanta arroganza e malafede mi fanno pensare che non siano dettate da semplice ignoranza ma possano anche essere ispirate ancora una volta da quei paesi dove l’attività delle ONG è vista con sospetto. A partire dalla Russia di Putin, dove c’è una legge che permette al governo di dichiarare le ONG, straniere e nazionali, indesiderabili.


 

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