L’evoluzione del M5S: dallo sfottò all’intimidazione dei giornalisti non graditi

Opinioni

Il movimento di Grillo dimostra in questo modo il grado di tolleranza e apertura che potrebbe estendere alle istituzioni pubbliche, nel caso in cui arrivassero al potere

C’è un salto di qualità nelle scene di caccia a Mario Orfeo messe in atto dal gruppo parlamentare dei Cinque Stelle al Senato (con i soldi dei contribuenti, tra l’altro). E’ il passaggio dall’irrisione alla persecuzione pubblica dei giornalisti non graditi, con tanto di diffusione delle riprese televisive del pestaggio virtuale. E’ lo scivolare dalle liste di proscrizione (la serie del “Giornalista del giorno” diffusa a lungo sul blog di Grillo) a metà tra sfottò e bacchettata sulle nocche all’intimidazione più autentica.

Perché intimidire non significa usare esplicita violenza fisica ma per l’appunto puntare a rendere timidi coloro che si ritengono avversari, che in questo caso equivale a incutere soggezione nella stampa che si considera non allineata. Solo le dittature pienamente affermate ricorrono alla repressione ufficiale, quella che può fregiarsi di strumenti istituzionali di persecuzione.

I movimenti che non accettano fino in fondo le regole della democrazia e del libero confronto pubblico (come i Cinque Stelle hanno più volte dimostrato di essere sia sul piano interno sia verso la stampa indipendente) utilizzano invece strumenti informali di intimidazione e persecuzione. Annunciando in questo modo il grado di tolleranza e apertura che potrebbero estendere alle istituzioni pubbliche, nel caso in cui arrivassero al potere. E’ uno schema che si è ripetuto varie volte, sia nel corso della storia del nostro Novecento sia negli anni più vicini a noi: movimenti e partiti che nella propria fase ascendente limitano la libertà interna e intimidiscono gli avversari esterni, una volta arrivati al potere riducono sensibilmente gli spazi ufficiali della libertà pubblica. Chissà che non sia materia di riflessione per la prossima discussione sul futuro del giornalismo in Italia.

 

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