Sblocchiamo il coraggio delle donne

Opinioni

È di ieri l’approvazione del nuovo Piano nazionale anti violenza per il quale verranno stanziati 33 milioni di euro all’anno

Ci sono giornate che non sono semplici ricorrenze. Ci sono date che non sono solo da celebrare.

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è una di queste.

Il 25 novembre serve soprattutto per dare visibilità a un argomento che per anni è stato un vero tabù: gli abusi fisici e psicologici sono sempre esistiti, solo che prima erano considerate faccende ‘private’, di cui non si doveva parlare.

Oggi finalmente si è cominciato ad uscire dal buio e mettere la violenza contro le donne sotto gli occhi di tutti, portarla alla luce significa iniziare a sconfiggerla.

Giornate come queste servono anche perché le donne acquistino una maggiore consapevolezza e trovino il coraggio di denunciare le violenze, sapendo di non essere sole.

Il nostro impegno va avanti 365 giorni all’anno. Con fatica, con molta fatica, dei passi in avanti si compiono, grazie al lavoro svolto dalle istituzioni, dalle forze dell’ordine e dalle associazioni sul territorio.

Ieri abbiamo approvato il nuovo Piano nazionale anti violenza, stanziando 33 milioni di euro all’anno per sostenerlo. Abbiamo varato delle linee guida uniformi che varranno in tutte le regioni italiane per il percorso delle donne vittime di violenza che si rivolgano ai pronto soccorso.

Abbiamo cercato di celebrare la giornata del 25 novembre con delle risposte concrete, con impegni precisi.

Il Partito democratico attraverso l’impegno del Governo, dei gruppi parlamentari, ma anche dei nostri amministratori e amministratrici locali, al lavoro nei circoli, ha contribuito in modo determinante a dare spinta alle tante iniziative assunte contro la violenza di genere.

Tutti noi sappiamo che la lotta contro la violenza sulle donne è – e sarà – faticosa, ma sappiamo che possiamo vincerla solo se uomini e donne uniranno le forze combattendo dalla stessa parte.

Per questo serve una rivoluzione culturale che inizi fin da piccoli, in famiglia e nelle scuole. Occorre da subito crescere con la consapevolezza della parità dei diritti, con il rifiuto delle discriminazioni, con la condanna ad ogni forma di violenza.

Perché nessuna legge, anche la più rigorosa dal punto di vista penale, può arginare la violenza se non è accompagnata da una volontà di cambiamento nel rapporto tra i sessi e le persone.

La vera parola che dobbiamo contrapporre a tutta la terribile sfera della violenza di genere, agli uomini che ne sono artefici e alla cultura che la sostiene, non può quindi che essere libertà.

La libertà di essere adolescenti come meglio si preferisce, la libertà di vivere la propria sessualità così come ci si sente, la libertà di non perdere la vita, o di rischiare di perderla, perché l’uomo che sostiene di amarti non tollera l’idea che tu non voglia essere una sua proprietà.

Ecco, mi piacerebbe che domani, nel ricordare il 25 novembre, pensassimo alla giornata contro la violenza sulle donne anche come alla celebrazione del diritto delle donne alla propria libertà. Prima di tutto quella di esistere.

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