Grillo, batti un colpo, è vero o no che vendi i dati personali dei tuoi militanti?

M5S

Fra i clienti della Acxiom, il colosso di banche dati a cui fanno capo moltissimi tracciamenti e trasferimenti dati nel mondo, compare anche beppegrillo.it

Qualche giorno fa ho scritto un post per il sito di Democratica riportando alcune notizie pubblicate dal sito Euronews, in cui si rilevava come il sito beppegrillo.it fosse tra i primi siti al mondo per “cessione dati” secondo una ricerca dell’Università di Princeton. Addirittura ottavo tra un migliaio di piattaforme esaminate. E che il flusso di dati conduceva alla Acxiom, il colosso di banche dati a cui fanno capo moltissimi tracciamenti e trasferimenti dati nel mondo, tra cui, appunto, anche la piattaforma beppegrillo.it (sarebbe gradita smentita e/o spiegazione).

Tra i link che ho indicato ce n’è uno a un articolo uscito nel 2012 sul New York Times, che racconta nel dettaglio cosa è, cosa fa e come opera la Acxiom, esperta in “mappatura e condivisione del genoma del consumatore”. Lo faceva nel 2012 e lo fa ancora oggi, con tecniche ancora più sofisticate. Ho provato a tradurre quell’articolo, anche per capire meglio (se volete leggere la traduzione completa la trovate qui. La lettura è molto utile, è un po’ lunga, ma ne vale la pena).

Per chi vuol saperne di più in poche righe basta dire che questa non è una fanta-storia ma una realtà viva e operante e che il cuore di questa sorta di Grande fratello si trova in Arkansas, USA, dove migliaia di hardware custodiscono, lavorano, catalogano e organizzano dati e informazioni che riguardano milioni di persone di tutto il mondo. Compresi quelli, a quanto scrive rivela lo studio di Princeton, dei naviganti sulle piattaforme grilline e ceduti alla Axiom (pregasi fornire smentita e/o una spiegazione).

Questi server non sono gestiti dalle security mondiali, come l’FBI o la Cia, ma appartengono a questa azienda poco nota, discreta, che però sa tutto su 500 milioni di consumatori nel mondo: la Acxiom, appunto. Che è capace anche di elaborare campagne di marketing strategico precisissime e che ha collaborato anche a campagne elettorali. È probabile che di quasi ogni americano, e di molti europei, conosca età, razza, sesso, peso, altezza, studi, gusti sessuali, orientamento politico, abitudini di acquisto, sogni, stato di salute.

Secondo gli esperti, riferisce l’articolo del  New York Times, la Acxiom ha raccolto la più grande massa di dati al mondo sui consumatori. I suoi computer elaborano 50 mila miliardi di dati all’anno, 500 milioni di persone sono schedate nei suoi server, per ognuna sono state ammassate in media 1.500 informazioni. Tutte notizie che poi vengono rivendute per organizzare campagne di marketing con tecniche di psicometria digitale (cioè indirizzare offerte e informazioni in modo sempre più mirato e individuando perfettamente la tipologia di consumatore e determinando dunque tendenze nei comportamenti d’acquisto, come leggete meglio nell’articolo del 2012).

Fra i clienti della Acxiom ci sono banche e case automobilistiche, società di e-commerce, grandi magazzini, interi partiti politici e… la beppegrillo.it (pregasi offrire smentita qualora non fossero veri i tracciamenti di dati studiati dall’Università di Princeton): tutti clienti che vogliono sapere se stanno offrendo la cosa giusta al consumatore giusto. Un business che rende: abbiamo dati non aggiornati, ma l’azienda dell’Arkansas ha chiuso il 2011 con un fatturato di oltre 1,1 miliardi di dollari e 77 milioni di utili.

Anche se l’attività della Acxiom è perfettamente legale (non fa che raccogliere informazioni disponibili in archivi pubblici, su internet, sui social network), negli anni è cresciuto l’allarme sulle conseguenze del “database marketing”. Soprattutto se condotto su scala così grande e con sviluppi inquietanti: la società, infatti, sta affinando le sue tecniche in modo tale da non limitarsi più a sapere che cosa facciamo e che cosa desideriamo, ma anche per influenzare le nostre azioni. Senza contare poi le implicazioni etiche, quando un’impresa commerciale inizia a maneggiare informazioni delicate e personali.

La domanda è: perché la beppegrillo.it avrebbe ceduto flussi di dati personali alla Acxiom? E’ vero? Può smentire? Se sì a che prezzo? Gratis? In cambio di cosa? I titolari dei dati ne sono a conoscenza? Anche dei rischi connessi? A voi le riflessioni.

Vedi anche

Altri articoli