I Giovani democratici in memoria di Falcone e Borsellino

Opinioni

I Giovani democratici del Partito Democratico di tutta Italia organizzano per mantenere viva la memoria di Falcone e Borsellino

Questa settimana ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta.

Per molti di noi proprio le stragi di Capaci e Via D’Amelio di quegli anni sono stati i momenti fondanti dell’impegno civico. Per la prima volta una generazione scoprì, nella tragedia, le battaglie per la legalità e la giustizia, il sacrificio e il senso dello Stato di tanti uomini e donne, la violenza della malavita organizzata e la sua capacità di penetrazione nella vita pubblica. La necessità di una reazione collettiva, prima di tutto di un salto di qualità educativo e culturale a ogni latitudine del paese. Questi anni ci hanno insegnato che la mafia si può colpire in modo duro, ma anche che essa è diventata più insidiosa, soprattutto a fare affari, i suoi gangli si sono moltiplicati e non solo nel sud Italia.

La mafia viene combattuta ogni giorno nel quotidiano da chi non vuole rimanere indifferente alle storture di un sistema parallelo che impone le proprie leggi usando prevaricazione e violenza. La distruzione della statua di Falcone a Palermo, simbolo della moralità, della coscienza civica e del coraggio, ci dice che non bisogna mai abbassare la guardia e impegnarsi con sempre più forza e determinazione.

Oggi vorrei condividere con voi più iniziative che i Giovani democratici del Partito Democratico di tutta Italia organizzano per mantenere viva la memoria di Falcone e Borsellino. Piccoli gesti ma utili per sensibilizzare la propria comunità a combattere nel quotidiano la sopraffazione e la violenza. In occasione dell’anniversario della strage di Via D’Amelio, i Giovani Democratici Bari Città e il Partito socialista italiano, in collaborazione con le associazioni del territorio, organizzano un momento di ricordo e riflessione in memoria del 19 Luglio 1992. L’iniziativa si chiama “Un Albero per Paolo Borsellino”: un albero della memoria piantato quattro anni fa nella Pineta cittadina e da allora divenuto simbolo della legalità per tutta la comunità.

Da più di dieci anni invece, i Giovani Democratici del Lodigiano, con la rete di Lodi Solidale, si fanno promotori di legalità e lotta alla mafia vendendo i prodotti ottenuti dal riutilizzo di beni confiscati attraverso Libera Terra. Con questa iniziativa vogliono essere di sostegno a realtà importanti come quella di Don Ciotti e al contempo creare interesse e porre l’attenzione sul riutilizzo sociale.

Nel solco del lavoro che da anni portano avanti gli attivisti di AddioPizzo, l’associazione palermitana che offre supporto psicologico ai tanti commercianti che trovano il coraggio di denunciare pubblicamente la pressione mafiosa, da qualche mese i GD Ostia battono le vie del loro comune per chiedere ai commercianti di esporre sulla propria vetrina un adesivo che recita ‘in questo locale i mafiosi non sono graditi’, come segno tangibile di una comunità che rifiuta le mafie e sceglie di unirsi nel nome della solidarietà e della legalità.

Infine vorrei fare un in bocca al lupo ai Giovani Democratici di Paternò, in provincia di Catania: dopo tanti anni, hanno speso le loro energie per riorganizzarsi e riaprire una loro sede. La sfida che hanno lanciato è impegnativa: la riapertura della consulta comunale giovanile e l’adozione dei locali confiscati alla mafia per attività sociali rivolte alla comunità. Perché, come hanno insegnato Falcone e Borsellino, “che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così”.

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