Il Pd deve essere capace di elaborare politiche pubbliche

Opinioni

Il Partito Democratico deve avere un progetto politico e un progetto organizzativo, ma un altro aspetto fondamentale della politica di un partito sono le politiche pubbliche

Nel Pd non serve un responsabile del programma, ma un responsabile per le politiche pubbliche e di Indicatori di produttività politica.

Parlare di programma è riduttivo perché parla soltanto di un momento precedente alle elezioni, serve al partito per essere convincente, ma dopo? Parlare di politiche pubbliche e non solo di programma ha uno spettro più ampio che riguarda l’attuazione, o meglio lo svolgimento, del programma.  Ogni politica pubblica ha un suo complesso ciclo di vita che parte dalla definizione del problema, passa all’analisi delle alternative e all’identificazione delle alleanze, per preparare la negoziazione e poi la decisione. Segue l’implementazione della politica e poi la valutazione.

Il Partito Democratico deve avere un  progetto politico -con la propria idea culturale- e un progetto organizzativo -che riguarda il modo di stare insieme nel partito- , ma un altro aspetto fondamentale della politica di un partito sono le politiche pubbliche. Secondo il paradigma internazionale una politica pubblica è un intervento mirato ad una popolazione chiara con l’intento di modificare, quindi, indurre un cambiamento. L’obiettivo delle politiche è quello di provocare un cambiamento tramite l’offerta di servizi, l’erogazione di incentivi, l’imposizione di regole, oppure una combinazione dei tre elementi precedenti.

Il PD deve essere capace di elaborare le politiche pubbliche che entrino a far parte dei programmi con i quali i candidati ai vari livelli, locali, regionali o nazionali, si presentano agli elettori. Ma si deve preoccupare anche del dopo, di seguire le fasi successive di implementazione e valutazione del ciclo di vita delle politiche.  Per far questo è necessario far crescere le competenze dentro il PD puntando sulla formazione e strutturando “centri di eccellenza” per sviluppare le capacità individuali, promuovere l’apprendimento organizzativo e gli skills per formulare le politiche.

Come dimostrano i policy studies (T. Lowi) in molti casi sono le politiche che determino la politica, quindi la politica dipende dai contenuti delle varie politiche pubbliche. Il progetto politico e l’organizzazione del PD dipendono anche dai contenuti delle politiche che porta avanti nei vari ambiti: diritto alla salute, welfare, lavoro, fisco, riforma della giustizia e della pubblica amministrazione.

Quello che lega e tiene insieme Istituzioni, amministratori e partito sono le policies, le politiche pubbliche che vanno elaborate, discusse, definite, implementate e poi verificate per ridefinirle e migliorarle.

Sulla spinta dell’Europa il tema della valutazione è diventato centrale nelle nostre amministrazioni, non solo quando si parla di finanziamenti europei, ma anche per il funzionamento delle amministrazioni statali, degli enti locali, delle aziende USL e della scuola. La cultura della valutazione non è solo una verifica del lavoro fatto o che si inizia a fare, bensì e prima di tutto un apprendimento reciproco che permette attraverso il feedback di migliorare le politiche, quindi le risposte che noi diamo ai cittadini.

Il Partito Democratico deve iniziare a pensare in termini di valutazione politico strategica in modo da concentrare la propria azione su obiettivi concreti e su una valutazione che consideri l’impatto delle politiche. Su ogni politica devono essere esplicitati gli obiettivi strategici e su ognuno di questi declinato l’effetto atteso, quello su cui ci aspettiamo vada a incidere ognuna delle politiche. Inoltre è utile definire degli indicatori di produttività politica che devono servire non tanto per una misurazione, quanto per essere il frutto della nostra ricerca di un significato, cosa riteniamo sia utile per valutare le nostre politiche. Questo richiederà discussione all’interno dei vari partiti territoriali ad ogni livello, anche promuovendo uno sforzo di creatività.

Gli indicatori potrebbero riguardare 3 ambiti fondamentali:
1) “Realizzazione delle finalità istituzionali” riguardo all’erogazione di un servizio, oppure un bando che concede finanziamenti o anche i tempi di una autorizzazione, o anche lo stato di avanzamento di un progetto o programma
2) “Consenso” riguarda l’interpretazione o definizione dei bisogni, la fiducia nelle istituzioni, la creazione di significati e valori politici
3) “Rapporti con il partito” è un indicatore che vuole stimolare una relazione più stretta tra partito e amministrazioni anche ad esempio aumentando il numero di riunioni o di iniziative fatte insieme

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