Il taglio ai fondi sociali è un vento che alimenta il populismo

Opinioni

Nei mesi scorsi abbiamo aperto una nuova stagione per l’inclusione sociale. Oggi non è pensabile tornare indietro

Non si può fare spending review sulla pelle delle persone che hanno maggiori difficoltà. Stiamo navigando nelle acque agitate di una delle crisi peggiori che il nostro Paese abbia mai attraversato, l’Europa è sconquassata dai venti populisti e xenofobi e i cittadini mostrano sempre maggiore interesse per le forze anti-sistema che offrono ricette semplici a problemi molto complessi. In questo senso, la classe dirigente deve uscire dall’angolo mostrando di saper affrontare i problemi reali delle persone e ridando un senso alla parola politica.

E’, dunque, molto grave il taglio previsto al Fondo per le politiche sociali e a quello per le non-autosufficienze stabilito qualche giorno fa dalla Conferenza stato-Regioni su cui è intervenuta prontamente l’onorevole Lenzi con un atto di sindacato ispettivo. Il governo Renzi, dopo anni di drammatiche sforbiciate, ha finalmente aggiunto il segno più alla voce welfare; per questo appare incomprensibile che dopo lo sforzo messo in campo si faccia poi un passo indietro così significativo. Stiamo parlando di risorse per gli asili nido, per il trasporto scolastico, per il bonus libri, per i disabili, per l’assistenza domiciliare, per il sostegno alla povertà, per l’edilizia scolastica e sanitaria, per gli anziani.

Stiamo parlando di fondi destinati a chi in questi anni è stato massacrato dalla crisi e che deve essere rimesso al centro di investimenti e politiche inclusive. Questo, tra l’altro, è un problema che si acuisce nelle regioni del Sud, dove i servizi sono spesso inefficienti e inadeguati e molti comuni, che sono i destinatari di questi fondi, non riescono ad ottenere neppure le risorse minime per garantire servizi essenziali.

Non è bello assistere a questo rimbalzo di accuse tra Regioni e Governo: ognuno deve assumersi le sue responsabilità ed è indispensabile che tutti gli attori coinvolti si adoperino per trovare una soluzione che eviti l’applicazione di tagli lineari a un settore così in sofferenza. I cittadini non comprendono più parole come spending review, contenimento della spesa, risparmi, costi standard, obiettivi di finanza pubblica; vivono ogni giorno, in tutta la loro drammaticità, gli effetti di una crisi devastante che il Presidente del Consiglio – proprio a Catania- ha descritto in tutta la sua ferocia.

Nei mesi scorsi abbiamo aperto una nuova stagione per l’inclusione sociale, una stagione di rilancio dei diritti e di riconoscimento dei bisogni più profondi dei cittadini. Oggi non è pensabile tornare indietro. Per questo, mi auguro che nei prossimi giorni vi sia una forte iniziativa del Ministro Poletti che scongiuri questi tagli che, ripeto, non potrebbero essere sopportati dalla parte più debole della società.
Se vogliamo fronteggiare l’ondata populista e proporci nuovamente come forza di governo proprio da qui dobbiamo ripartire.

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