La Marcia per la scienza, nasce un Movimento mondiale

Opinioni

Il 22 aprile circa 500 manifestazioni nel mondo per sostenere la scienza e il suo metodo

Sabato 22 marzo la scienza scende in piazza. March for science è il motto di quella che si annuncia come la più grande manifestazione su scala globale in favore della scienza. Decisa all’indomani dell’ insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca sulla falsariga della marcia delle donne che portò in piazza 500 000 persone, la Marcia per la scienza ha raccolto centinaia di migliaia di adesioni internazionali. Domani, nella Giornata mondiale della Terra, sono oltre 500 le manifestazioni in tutto il mondo a sostegno della scienza e del suo metodo.

Il corteo principale sfilerà a Washington lungo il Mall, il celebre viale sede di altri oceanici raduni entrati nella memoria collettiva.  Anche in Italia sono previste manifestazioni a Roma, Caserta, Firenze, Milano, Potenza. Nella capitale il corteo sfilerà dal Pantheon (alle 16.00) fino a Piazza Campo de’ Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno, campione della libertà di pensiero.

I rapporti tra mondo della scienza e amministrazione americana si sono deteriorati con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. I tagli alla gran parte delle agenzie governative che distribuiscono le risorse per ricerca e sviluppo in America, previste dal bilancio federale presentato da Trump al Congresso, hanno indubbiamente allarmato le comunità scientifiche americane. Per fare qualche esempio, le riduzioni del 18% del budget per i National Institutes of  Health colpiscono la ricerca medica, mentre i tagli del 31% dei fondi e del 20% del personale previsti per l’Environment Protection Agency rischiano di mettere in ginocchio l’attività dell’Agenzia per la protezione ambientale. Né rassicurano gli atteggiamenti negazionisti della Casa Bianca sul cambiamento climatico, giunti fino a paventare l’uscita degli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi sul clima sottoscritti l’anno scorso da Obama.

I firmatari del Manifesto della March for science non nominano direttamente Trump e la sua amministrazione, ma certo fanno riferimento ai recenti orientamenti del nuovo corso in tema energetico e ambientale, questioni che superano gli ambiti territoriali e riguardano tutti noi.

E infatti vengono riprese anche nel “Documento di adesione” che accompagna la marcia italiana, dove gli scienziati muovono un appello ai cittadini a riflettere sul ruolo che la scienza ha nelle nostre vite e a difendere essa e i suoi metodi.

La riflessione sul ruolo sociale della scienza e sulla crisi di fiducia che sembra attraversare in questo tempo è proprio il punto centrale attorno al quale si può raggiungere un consenso trasversale sulla necessità di questa marcia. Negli Stati Uniti (ma anche in Italia) non c’è un’adesione unanime del mondo scientifico; c’è chi teme un’eccessiva politicizzazione della marcia (soprattutto in America), una connotazione contraria alla gestione Trump che tradirebbe l’essenza stessa dell’attività scientifica, per sua natura inclusiva. Ma, come ha riflettuto la rivista Nature che aderisce alla marcia, se questo punto di vista è rispettabile, la posta in gioco è più alta.

Oggi quello che sembra vacillare in ogni parte del mondo è la consapevolezza in larghi strati della cittadinanza dei vantaggi che la scienza e la tecnologia hanno portato nel nostro quotidiano: dare per scontato l’uso di una Tac o di una Risonanza magnetica, come anche limitarsi a utilizzare un cellulare senza pensare al percorso scientifico e tecnologico che c’è dietro sono manifestazioni di una crisi di fiducia nella scienza alla base della quale c’è un analfabetismo scientifico diffuso.

Nell’era delle post-verità, se l’evidenza scientifica viene messa in secondo piano, o addirittura rifiutata come elemento di analisi di un fatto o una situazione, la propria capacità di discernimento è affidata solo alle emozioni e alle sensazioni. Un pericolo, questo, richiamato anche nel Documento di adesione alla Marcia italiana: “Il tentativo…di caratterizzare i risultati delle ricerche scientifiche come una mera opinione di parte…è un problema urgente e critico”. Nella negazione americana del ruolo antropico nelle variazioni climatiche, come nelle campagne antivacciniste italiane, il problema è proprio questo.

E su questa crisi di fiducia dovrà fare i conti il movimento che, come tutto lascia supporre, nascerà dalla Marcia per la scienza.

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