La vigilanza impraticabile sulle notizie fasulle

Opinioni

Se qualcuno pensasse di fare i propri conti in spregio all’aritmetica ne pagherebbe immediatamente le conseguenze.

Per quanto possa apparire teoricamente ragionevole l’idea di una sorta di vigilanza sulle notizie fasulle,“fake“, che circolano in rete, è assolutamente impraticabile e, temo, proprio sbagliata in principio. Intanto occorrerebbe definire che cosa è una notizia falsa.

Fin quando si tratta di stabilire che 2 più 2 fa quattro e non 5 la cosa pare semplice. Ma nemmeno necessaria. Se qualcuno pensasse di fare i propri conti in spregio all’aritmetica ne pagherebbe immediatamente le conseguenze. Più complicate le cose si fanno quando si tratta, per esempio, di notizie fasulle che riguardano la salute pubblica.

Le vaccinazioni per esempio. Dove la cosa andrebbe tranquillamente affrontata, come si sta facendo, contrapponendo a convinzioni sbagliate, fonti ufficiali e solide, dotate di una indiscussa credibilità.

Dovrebbe bastare e se non basta, si fa come l’Emilia Romagna che ha introdotto le vaccinazioni obbligatorie. Ma ipotizzare una specie di tribunale o autorità che stabilisca quali opinioni sono legittime o no mi pare un’operazione insieme titanica e illegittima. Esiste già per esempio in molti Paesi,

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