Le ong e quelle generalizzazioni che fanno male ai volontari

Opinioni

Dobbiamo pretendere che emerga la verità e non i sospetti

Le generalizzazioni sulle ong fanno male al lavoro di tanti volontari che ogni giorno, anche oggi, si adoperano per salvare le vite in mare e per affrontare le cause strutturali delle migrazioni. Per questo l’iniziativa di AOI e del Forum del Terzo Settore #ONGATestaAlta aiuta a fare chiarezza: le ong sono una cosa diversa dai sospetti e dalle ipotesi di pre-indagini emersi in certe dichiarazioni stampa da parte del procuratore Zuccaro. Sono storie, impegno quotidiano, valori, una bella testimonianza italiana di servizio che ci aiuta a costruire un paese più accogliente e aperto.

In queste settimane c’è stata una cattiva politica, con nomi e cognomi, che ha favorito un racconto confuso e pieno di falsità per screditare tutto questo. Bisogna pretendere che emerga, se dovesse esserci, la verità processuale proprio per contrastare queste cattive narrazioni. Lo dobbiamo soprattutto al lavoro che queste persone mettono ogni giorno sul fronte dei salvataggi in mare, della cooperazione internazionale e della accoglienza in Italia.

E dobbiamo pretendere che emerga la verità e non i sospetti perché non è tollerabile che di fronte alle tantissime sfide della gestione migratoria il nostro paese sia fermo a un dibattito sui viaggi in mare. Non si può pensare che la questione migratoria sia riassumibile in un comandante messo sotto inchiesta a Trapani per una operazione svolta in modo non corretto. C’è da impegnarsi su molti più fronti dalle cause strutturali delle migrazioni alle tante domande aperte sul fronte della accoglienza. Per fare questo, servirà rafforzare la collaborazione tra una politica che non vuole essere demagogica e le organizzazioni non governative e i media.


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