Le primarie dei socialisti? Forse le ha vinte Macron…

Opinioni

Se il candidato socialista fosse Hamon molti andrebbero con l’economista uscito dal Ps

In un sistema come quello francese in cui l’elezione presidenziale è quella che traina il sistema (ancor più dal 2002 quando stabilmente i deputati si eleggono a qualche settimana di distanza in scia a quella scelta) i partiti possono nascere e morire se sono almeno in grado di portare un candidato al ballottaggio presidenziale.

Il vecchio partito socialista Sfio fu rimpiazzato nel 1971 dal nuovo Ps del congresso di Epinay perché alle presidenziali del 1969 non era stato appunto in grado di portare il suo candidato al secondo turno. Si era allora ripartiti da Mitterrand, facendolo primo segretario del nuovo partito (sebbene non fosse in origine socialista ma repubblicano) perché invece, all’elezione precedente, quella del 1965, era riuscito a portare al ballottaggio il Generale De Gaulle.

Posta questa premessa veniamo al presente. Le primarie del Ps erano state indette come elezione di conferma del Presidente uscente Hollande, che aveva governato tramite i suoi primi ministri (soprattutto con Valls) con una piattaforma pratica di socialismo liberale, mai assunta però esplicitamente a livello teorico.

Il Ps, infatti, non da oggi, nelle esperienze di governo si è sempre barcamenato tra una retorica di sinistra tradizionale e una prassi rifomista: non casualmente visto che ha dovuto farsi strada per l’egemonia a sinistra contro un ingombrante Partito Comunista. Nelle primarie del 2011 il candidato esplicitamente di socialismo liberale, Valls, aveva ottenuto un modesto 5,6%, e Hollande, con un programma molto prudente era riuscito a prevalere col 56,6% sulla ortodossia di sinistra di Martine Aubry e solo perché la partecipazione aveva raggiunto larghe fasce dell’elettorato di opinione, con 2 milioni e 800 mila votanti.

Fiutando l’aria, di rigetto dell’esperienza di Governo, Hollande ha ben pensato qualche settimana fa di ritirarsi. Nel frattempo l’elettorato che lo aveva portato alla vittoria si era già articolato in larga parte fuori dall’area di infuenza del Partito Socialista con due candidature comunque in campo, indipendentemente dalle primarie: verso il centro quella dell’ex-ministro dell’economia Macron che tende a riconciliare dottrina e prassi a partire da quest’ultima, rivendicandola esplicitamente (liberale e pro-europea); verso sinistra, in nome dell’ortodossia tradizionale, quella di Melenchon.

Il risultato è stato prevedibile, una volta realizzatosi il previsto calo della partecipazione: al di là dei sospetti sui dati dichiarati (1 milione e 600 mila, ma forse sono stati poco più di un milione, secondo varie fonti giornalistiche) siamo comunque ad almeno un terzo in meno sul 2011. In quel bacino ristretto c’è poco da stupirsi che abbiano prevalso le spinte più tradizionaliste, quelle che hanno portato al successo di Hamon al primo turno. Una base più ristretta sovrarappresenta gli elettori più ideologizzati.

Fin qui quello che è già successo, che ovviamente si spiega molto meglio di ciò che potrebbe accadere, operazione rischiosissima di fronte a un elettorato così mobile e a più variabili aperte. Fatto sta che Hamon, che dovrebbe vincere il ballottaggio di domenica, al momento è quinto nei sondaggi dopo Le Pen, Fillon, Macron e Melenchon. Sarebbe quinto anche Valls, se riuscisse miracolosamente a capovolgere il risultato.

In queste condizioni è immaginabile che il Ps resti unito e che dopo domenica prossima non accada invece che buona parte dei suoi deputati, specie se Hamon riuscisse a confermarsi primo, fuggano, cercando rifugio soprattutto nel nuovo movimento di Macron?

Forse ciò potrebbe non bastare a Macron ad arrivare al ballottaggio (anche se il profilo molto di destra della campagna di Fillon lo sta aiutando anche in quel campo), però potrebbe contribuire comunque a un big bang significativo del paesaggio politico francese. Come ha scritto stamani Geoffroy Clavel, capo del servizio politico dell’Huffington post francese, per il momento l’unica notizia sembra quella per cui Macron sembra essere in grado di vincere una primaria senza avervi partecipato…

E’ comunque impossibile stabilire oggi i rapporti di forza finali tra queste forze in campo, ma il campo dopo le primarie socialiste sembra comunque destinato a una grande discontinuità.

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