Una delle legislature più sociali di sempre

Opinioni

Salto straordinario rispetto all’ultimo governo Berlusconi: abbiamo moltiplicato per sette (da 659 a 4.626 milioni) il totale dei principali fondi stanziati

Il Pd in questi anni ha vinto la medaglia d’oro nel sociale. Non lo diciamo noi, ma l’equipe di studi guidata da don Vinicio Albanesi, fondatore con don Luigi Ciotti del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza: “Quella che sta per concludersi sarà ricordata come una delle legislature più sociali di sempre”.

In effetti, la mole delle misure adottate è poderosa. La legge sul terzo settore e il servizio civile è una riforma epocale: i cittadini, nelle varie forme associate o d’impresa sociale, sono riconosciuti e promossi come soggetti pienamente titolati a realizzare attività d’interesse generale.

Per combattere la povertà sono stati approvati il Reddito d’inclusione e la legge contro lo spreco alimentare. Per i minori, il programma per il contrasto alle povertà educative, le misure per gli stranieri non accompagnati, lo ius soli sportivo. A favore delle persone con disabilità è stato riconosciuto il “dopo di noi”, l’anticipo pensionistico e un primo stanziamento per i parenti care giver. Per i neonati e la prima infanzia abbiamo varato diversi bonus aggiuntivi.

Senza dimenticare l’azione per il recupero delle periferie urbane, il rilancio dell’edilizia popolare, le misure di contrasto allo sfruttamento sul lavoro (no alle dimissioni in bianco e al caporalato), la legge e il potenziamento della cooperazione internazionale.

Molti di questi provvedimenti hanno avuto una specifica e nuova dotazione economica. In altri casi lo stanziamento è stato rafforzato: ad esempio il cinque per mille, stabilmente finanziato con cinquecento milioni all’anno.

Non solo: i diversi fondi sociali sono stati tutti fortemente incrementati e poi stabilizzati nell’ultimo anno. L’elenco di queste e di altre misure è ben conosciuto sia dagli operatori pubblici sia da quelli del terzo settore, ma talvolta non ci si rende conto della loro complessiva portata. Per questo serve sottolineare il grande lavoro legislativo e di governo di questa legislatura: per non tornare a com’era prima.

Governi e stanziamenti complessivi Prodi Berlusconi Monti Renzi Gentiloni
  2008 2011 2012 2018
Fondo politiche sociali 698 218 43 286
Fondo non autosufficienza 300 100 0 450
Fondo “dopo di noi”       56
Fondo contrasto alla povertà 250 250 250 2.070
Fondi famiglia, minori e figli 320 91 72 1.764
Totale 1568 659 365 4.626

Fonte: elaborazioni rivista Welfare Oggi

Se si guarda la tabella sintetica, ci si rende conto del salto straordinario che abbiamo fatto rispetto all’ultimo governo Berlusconi: abbiamo moltiplicato per sette (da 659 a 4.626 milioni) il totale dei principali fondi stanziati. Se vincono lui e i populisti si torna al welfare compassionevole: basta un po’ di volontariato e di vicinato, qualche benefattore, un po’ di trasferimenti in denaro e il gioco è fatto.

Con i pentastellati, invece, avremmo un becero assistenzialismo per tutti (reddito di cittadinanza), condito da una pregiudiziale diffidenza verso gli enti del terzo settore.

Mentre Liberi e Uguali, i cui deputati hanno con noi lavorato su queste riforme, dovrebbe almeno onestamente riconoscere che molte cose sono state fatte, e bene.

Insomma, diamoci da fare da qui alle elezioni, per far capire che la protezione sociale, specie per i più deboli, è garantita solo dal Pd. Non è una promessa da mercante: lo abbiamo dimostrato con i fatti.

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