Legittima difesa: ma la notte no

Opinioni

Grosso pasticcio comunicativo, ma la questione resta

Succede. Succede che un granello di sabbia ingrippi il meccanismo. Il granello in questione è un granellone: addirittura il concetto di “notte”. Se nella legge sulla legittima difesa non ci fosse stato quella specificazione – la notte – chissà, magari la legge sarebbe stata legittimamente criticata ma non sbertucciata così come invece è avvenuto.

“Legittimo sparare di notte” è un bel titolo. Funziona. Non è nemmeno sbagliato, tecnicamente. Però nella legge non si dice così. Abbiamo cercato di spiegarlo ieri qui.

Renzi ha visto la mala parata e fiutando l’aria ha fermato le macchine. Non perché convertito da Roberto Saviano (il quale non boccia “la notte”, boccia tutto – legittimamente, ripetiamo), ma perché “così non si capisce”. Il punto è che lui vuole allargare le maglie della legittima difesa, punto. Sul come farlo, però, è venuto fuori un pasticcio.

Dopo di che il problema esisteva ed esiste. Poi ci sono i sostenitori del bicameralismo che si eccitano (“Vedete che il Senato serve?”), come se in un sistema monocamerale non fosse possibile cambiare una legge sbagliata.

E ora? Ai pasticci si rimedia ma ora al Senato si fa dura. E’ un bivio bruttino: o mollare sull’intento che allarga l’ambito della legittima difesa (in asse con Mdp) o viceversa indurire il testo (cercando di prendere Forza Italia, separandola dalla Lega che ha in ogni caso una linea da Far West): togliendo questa benedetta notte.

Sul perché il Pd sia cacciato in questa situazione si può pensare tutto e il contrario di tutto. resta che la questione esiste, ma anche che la quadra finora non è stata trovata. Intanto, una cosa è chiara: la notte, no. Toglietela di mezzo.


 

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