L’eroismo dei “Giusti”

Opinioni

Donne e uomini che si battono perché sotto ogni cielo la dignità di ogni persona venga rispettata

Etty Hillisum, una filosofa ebrea che, prima di morire ad Auschwitz, scrisse parole straordinarie contro l’odio e la cultura del nemico. Carlo Perlasca che fingendosi console spagnolo salvò 5000 ebrei ungheresi dai campi di sterminio. Dimitar Peshev che sottrasse alla deportazione migliaia di ebrei bulgari. Calogero Marrone, ufficiale di stato civile siciliano, che pagò con la vita a Dachau l’aver salvato 200 ebrei fornendo loro documenti falsi. Irena Sandler, infermiera polacca che salvo centinaia di bambini dalle camere a gas.

Il console cinese a Vienna Fen Shan Ho, che forní a centinaia di ebrei passaporti cinesi. Il Vescovo Chrysostomos e il sindaco Carrer che salvarono dalla deportazione la comunità ebraica di Zante. E con loro i tanti, spesso sconosciuti, che con straordinario coraggio hanno agito in prima persona, anche a rischio della vita propria e dei propri familiari, per salvare vite altrimenti condannate alla sofferenza e alla morte. In cinquanta città del nostro continente li si celebra nella Giornata europea dei Giusti, dedicata quest’anno a coloro che si battono ogni giorno nel Mediterraneo e nei Paesi musulmani per contrastare il fanatismo, l’intolleranza, il terrorismo e per affermare le ragioni della convivenza, del dialogo, del reciproco riconoscimento, del multiculturalismo.

Donne come l’eritrea Alganesh Fessaha, che ha dedicato ogni sua energia contro la tratta delle donne. Come Regina Catrambone, generosa organizzatrice di una flotta privata per soccorrere migranti in mare. Come Piran Selek, scrittrice turca imprigionata e torturata per aver difeso le ragioni di curdi e armeni. Uomini come Hamadi Ben Abdelssalem, il custode del Bardo di Tunisi che sottrasse cinquanta turisti alla furia omicida del terrorismo. Come Raf Badawi, blogger incarcerato nelle prigioni saudite per la sua battaglia quotidiana per la laicità e la libertà di informazione.

Come Lassana Bathily, musulmano del Mali, che salvò i clienti del negozio kasher attaccato dai terroristi a Parigi. Sì, in un mondo che ha conosciuto e conosce ancora ogni giorno violenze, sofferenze, oppressioni, ci sono stati e ci sono donne e uomini «Giusti» che non accettano la violazione di quei fondamentali diritti alla vita, alla libertà, alla dignità, alla rispetto di ogni identità che sono il fondamento di qualsiasi convivenza civile. Donne e uomini «Giusti» che si battono perché sotto ogni cielo e in ogni terra la dignità di ogni persona venga riconosciuta e rispettata.

Un’azione esposta a mille forme di oppressione e di rischi, ma che proprio per questo non va lasciata sola, ma deve essere invece sostenuta e accompagnata dalle istituzioni, dalla società civile, da ciascuno di noi. Per essere libero e giusto il mondo ha bisogno di fraternità, generosità, coraggio: i Giusti con il loro silenzioso eroismo ci indicano la strada.

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