Lettera a Babbo Natale di un elettore del Pd

Opinioni

Pubblichiamo questa lettera ricevuta in redazione perché la riteniamo abbastanza emblematica del pensiero dominante fra gli elettori dem

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto in redazione una lettera a Babbo Natale firmata “un elettore del Pd”. Ci siamo chiesti se pubblicarla o meno dato che di solito cestiniamo i messaggi anonimi. Però questa volta abbiamo deciso di sì, perché ci è sembrata una voce abbastanza emblematica del pensiero dominante fra gli elettori del Pd. A voi la lettura.

“Caro Babbo Natale, che cosa vorrei per il 2018? Tantissime cose, ovviamente. Ma so che tu non potrai regalarmele tutte: e quindi sono costretto a fare una selezione in dieci punti.

1) Vorrei che le prossime elezioni fossero utili perché mi sono stancato di governi traballanti che possono cadere da un momento all’altro. Purtroppo so, caro Babbo Natale, che non sarà facile. Io vorrei che vincesse il Pd ma vedo che i sondaggi non vanno bene e sono molto triste se penso che l’Italia possa finire governata da Di Maio o da Salvini. Ma il Pd può fare qualcosa? Diglielo tu, Babbo, cosa deve fare.

2) Io vorrei che i dirigenti e anche i militanti la smettessero di litigare fra di loro. Ma perché lo fanno? Perché non affrontano i problemi per tempo per trovare una linea comune? Perché hanno sempre quest’ansia di essere contraddetti o sconfessati? E perchē si spacca sempre il capello in quattro anche quando non c’è n’è bisogno? Ecco, caro Babbo Natale, porta loro consiglio.

3) Quanto mi piacerebbe se il nostro segretario Matteo, che è il più bravo, fosse più tranquillo – “sereno” non si può dire – se dicesse a tutti i dirigenti: incontriamoci e vediamo cosa fare, chiediamo in giro ai nostri elettori quello che pensano, cerchiamo di rasserenare i concittadini spiegando che l’Italia va meglio ma facciamolo con umiltà, senza litigare con nessuno, anzi, accettando di più gli altri.

4) Vorrei poi tanto che Paolo si mettesse a girare le città a spiegare per filo e per segno le cose buone fatte dal centrosinistra in questi anni. A me Paolo sta molto simpatico e trovo che sia perfetto per dare un po’ di sicurezza agli italiani. Io trovo assurdo che si debba scegliere fra Matteo e Paolo. Due grandi campioni giocano insieme.

5) A me queste polemiche su Maria Elena hanno fatto star male. Ma possibile che con tutti i problemi che ci sono bisogna dedicare il nostro tempo a questa storia? Io non so davvero cosa sia meglio fare. Mio caro Babbo Natale, consigliala tu. Purché alla fine si sia tutti felici e contenti, lei compresa.

6) Io sono un po’ spaesato, caro Babbo. Certe volte mi sembra di essere solo con me stesso. Lo so che non ci sono più i partiti di una volta e che che tutto è cambiato ma non so come farmi sentire, e così i dirigenti decidono tutto da soli, e magari perdono il contatto con la base, cioè con la realtà. Non so quale sia la soluzione. So però che bisogna ritrovarsi insieme, tutti. Bisogna poter parlare, sempre. La democrazia è partecipazione, no?

7) Impedisci, mio Babbo Natale, quelle discussioni inutili sulle alleanze che ci perseguitano da sempre: con Grasso, o con Grillo, o con Berlusconi? Facciamole dopo, queste chiacchiere. Intanto vediamo di allearci con le persone reali che vogliono cambiare questo Paese, poi si vedrà.

8) Caro Babbo Natale, fai in modo che i nostri dirigenti riescano a spiegare bene le questioni, a non farsi equivocare, a non fornire decine di messaggi che si contraddicono l’uno con l’altro. Aiuta a ricreare una sintonia con i ceti popolari, con le persone che vivono nelle periferie, con i disoccupati. Per questo però bisogna tornare a parlare semplice.

9) Vorrei tanto che sui problemi ci fossero delle proposte comprensibili, credibili, realizzabili in tempi brevi. Ecco, soprattutto vorrei che in Parlamento non si perdesse tempo, che i nostri deputati e senatori fossero sempre presenti e pronti a battersi per un maggiore impegno delle Camere. Che per esempio si lavorasse davvero anche lì cinque giorni alla settimana.

10) Infine vorrei che la nostra diventasse sul serio la casa di tutti i democratici e progressisti. Che tante persone serie e competenti entrassero nel Partito, soprattutto coloro che non hanno alle spalle una storia nei partiti originari. Io credo che parecchie persone che sono uscite dal Pd ci ripenseranno, perché hanno fatto una cosa negativa, di rottura, e invec qui bisogna costruire.

Ecco, ho finito, caro Babbo Natale. Portami questi regali, non solo a me, ma a tanti che ancora ci credono. Tanti auguri!”.

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