Lo psicologo della scuola: una figura professionale che oggi ha un futuro

Opinioni

Ecco il perché della proposta di istituire una figura professionale

Le giovani generazioni richiedono uno sforzo attento dal mondo della scuola che deve dare risposte competenti a bisogni complessi, diffusi e spesso a nuove domande; i docenti e i genitori hanno bisogno di riconoscere e gestire problemi affettivi, relazionali, comportamentali, cognitivi del complesso fenomeno adolescenziale, e per affrontare la sfida educativa c’è bisogno di consiglieri e di aiuti indispensabili.

Lo psicologo o meglio gli psicologi della scuola possono sostenere i docenti nel quotidiano compito di gestione della classe, nei casi di difficoltà di apprendimento,  nella gestione delle dinamiche di gruppo, come facilitatori nella partecipazione attiva e responsabile degli studenti, rilevatori di disturbi dell’attenzione, di gestione emozionale, di supporto nelle scelte del proprio
futuro.

Questi i contenuti in sintesi del convegno “Giovani a misura di futuro: perché lo psicologo della scuola” voluto dalla senatrice Sen. Laura Fasiolo, promotrice del disegno di legge per l’istituzione della figura professionale dello psicologo scolastico,  svoltosi in questi giorni presso la Biblioteca e l’Archivio storico del Senato, sostenuto dalla Biblioteca e dal Presidente Sen. Sergio Zavoli.

Partendo dall’assunto che i docenti, quantunque formati e specializzati, non possono  dare da soli risposte ai bisogni emergenti e che anche le buone pratiche diffuse in Italia, che in alcune regioni toccano punte di eccellenza, non possono bastare, si ravvisa il bisogno di una nuova sinergia, nel comune obiettivo di accompagnare e sostenere i momenti cruciali dello sviluppo evolutivo degli adolescenti in tutte le scuole del Paese, e non solo nelle sue aree più fortunate.

Ecco il perché della proposta di istituire una figura professionale o, meglio, un pool di professionisti che supportino gli studenti nel percorso formativo: questi non dovrebbero essere considerati gli esperti, capaci di gestire situazioni emergenziali  ma, invece, costituire un vero e  proprio team in grado di formare i docenti e supportare gli studenti nella normalità del percorso di studio. Le esperienze europee ed internazionali dimostrano  che l’impiego di figure professionali con una pluralità di competenze nella scuola aiuta a migliorare il rendimento degli alunni e le loro performance scolastiche, a gestire le emozioni, a star bene. E il nostro è il solo Paese europeo a non aver ancora introdotto questa nuova figura.

Se è vero che la scuola italiana è un’eccellenza nei diritti  all’inclusione, si pensi al pionierismo educativo nella gestione dell’handicap all’interno del percorso scolastico, è deficitaria rispetto ad altri aspetti, considerati a torto di secondo rango, o che non hanno trovato la giusta attenzione, o più semplicemente copertura finanziaria.  Il mondo emotivo e motivazionale non
è né secondario né marginale. Le emozioni non sono subalterne alla prestazione scolastica, vanno esplorate, comprese e accompagnate come valore in se.

Il dibattito, in cui la Sen. Laura Fasiolo ha prefigurato le nuove professionalità al servizio degli studenti, illustrando il DDL 2613 è stato  animato dal dott. Fulvio Giardina, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, dalla Dott. Cristina Aguzzoli, neurologo, esperta in strategie di promozione della salute e della resilienza, che ha illustrato una buona pratica di scuole in rete, “What’sUp”, dal Prof. Giovanni Cogliandro, docente e coordinatore dei Tavoli organizzati dal MIUR sulle linee guida dello psicologo e del pedagogista, dalla Sen. Elena Ferrara – prima firmataria del DDL 1261, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Apprezzati gli interventi del prof. Carlo Trombetta, già Docente di psicopedagogia presso la facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, presidente della SIPEF (Società Italiana della Psicologia dell’Educazione e della Formazione), autore di numerosissime pubblicazioni e direttore della rivista “Psicologia
dell’Educazione e della Formazione” ed.Erickson, di Anna De Santi, ricercatrice di neuroscienze sociali, Istituto Superiore di Sanità, di Marcella Cammalleri, docente e psicoterapeuta, della prof.ssa Sara Piersantelli, docente.

Laura Fasiolo ha osservato infine che la figura professionale dello psicologo scolastico, se non vedrà la luce in questa legislatura, potrebbe trovare risposta in una sperimentazione. Il DDL e le linee guida costituiranno  certamente un punto cruciale da portare a compimento nel corso della prossima legislatura.

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