Lo Sport? Un protagonista della ripresa del Paese

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Se pensiamo ad una società moderna non possiamo che convenire che il concetto di benessere è un elemento imprescindibile per una società

La ripresa dell’Italia non dovrà essere contraddistinta solo dall’aumento del PIL e dell’occupazione, ma anche dal miglioramento della qualità della vita dei cittadini attraverso un nuovo modello di sviluppo del welfare e dell’economia sempre più inclusivo e dinamico.

Ben si adatta a questo obiettivo il fenomeno sportivo che è un fenomeno vivace e complesso, un linguaggio universale che include al suo interno tantissimi settori: la salute, l’educazione, l’integrazione, lo sviluppo economico…

Se pensiamo ad una società moderna e ad un welfare all’avanguardia non possiamo che convenire che il concetto di benessere è un elemento imprescindibile per una società, non solamente rappresentato dall’assenza o dalla diminuzione dell’incidenza delle patologie, ma un dato aggregato che deriva anche dalle condizioni sociali, psicologiche e relazionali di ogni cittadino. Lo sport è una “medicina” capace di influenzare positivamente tutte queste sfere. I politici e gli amministratori devono oggi tendere a scrivere nuove regole che sempre più incoraggino la nascita di “Healthy City”: contesti urbani e periferici progettati per essere capaci di incentivare stili di vita sani nella società e nei luoghi di lavoro, una miglior educazione alimentare e soprattutto un miglioramento dell’accesso alle pratiche sportive e motorie per tutti, secondo il principio dello «sport di cittadinanza». Proprio su questa linea, all’inizio dell’estate, la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità una mia mozione di indirizzo per il Governo.

Le cose fatte in questi anni sono state tante, sia in parlamento grazie a proposte del PD che dal Governo, con l’impegno del Ministro Luca Lotti. Lo ius soli sportivo, le nuove regole sui defibrillatori negli impianti, la riforma del CIP e gli importanti investimenti per l’impiantistica nelle periferie di tutta Italia, sono solo alcuni esempi delle principali novità del settore. In queste settimane è’ allo studio un nuovo “pacchetto sport”, una serie di proposte, che dovrebbero finalmente innovare il panorama sportivo dilettantistico italiano: quello “sport di base” che riguarda 11 milioni di italiani, oltre un milione di volontari e 60 mila realtà sportive lungo tutto il Paese.

Fondamentali e necessari sono sicuramente nuovi incentivi alla pratica sportiva rivolta ai giovani, agli over 65, ai soggetti fragili anche stranieri all’interno di percorsi di inclusione ed integrazione.

Una riforma moderna e condivisa non può prescindere però dall’introduzione di nuovi diritti e dal confronto con le categorie. Ecco perché penso che sia giunto il momento di un pieno riconoscimento delle professionalità per collaboratori sportivi qualificati, educatori e manager dello sport. A questo vanno assolutamente accompagnati nuovi diritti nel settore rivolti ai lavoratori, atleti compresi: l’indennità di malattia, il versamento dei contributi pensionistici, la piena tutela della genitorialità… tutte importanti novità contenute nella mia proposta di legge e sottoscritta da moltissimi parlamentari di tutti i gruppi.

Infine una vera riforma della legge Melandri, per uno sport di vertice più equilibrato, una miglior gestione degli incassi dei diritti tv per garantire più investimenti per gli impianti sportivi e per i settori giovanili.

Lo sport dunque può essere un grande strumento virtuoso per il rilancio dell’Italia, perché con regole nuove è possibile mettere in modo un settore che ha grandi potenzialità. Avanti!

 

*Responsabile dipartimento Sport PD

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