La questione morale soffoca il M5s

Opinioni

L’ultimo scandalo: truffa su rimborsi e assunzioni a Bruxelles

Da Bagheria a Bruxelles il morbo pentastellato del malaffare pare non arginarsi. I cavalieri bianchi di Di Maio che fanno la morale a tutti si trovano addosso macchie penalmente rilevanti non solo in situazioni di governo (11 sindaci su 22 sono indagati) ma anche fra le brume brussellesi. Si deve a Repubblica la notizia di uno scandalo indentico a quello che quasi travolse Marine Le Pen e fece passare i guai a due ministri di Macron: rimborsi spese e giri di soldi a una certa Cristina Belotti, che in realtà è un personaggio importante, nientemeno capo della comunicazione politica del gruppo M5s all’Europarlamento. Belotti chiese e ottenne 15mila euro di rimborsi per “missioni” in realtà legate all’attività di Luigi Di Maio, che nulla c’entravano con l’Europa. In sintesi: Di Maio, Casaleggio, Grillo – il sancta sanctorum del “Movimento”, chiamiamolo così ma con le virgolette, ormai –   probabilmente ha coperto gli illeciti della Belotti. In parole ancora più povere: si sono fregati i soldi con la compiacenza dei leader.

C’è anche un aspetto oscuro che riguarda le assunzioni da parte del gruppo parlamentare di Bruxelles di due persone dal Parlamento europeo che in realtà lavorerebbero sempre per il lider maximo Di Maio – il candidato premier incensato da ben 450 clic – che ogni giorno arricchisce il suo personale carnet con episodi quantomeno ambigui.

Il punto di analisi è questo. Ormai sono troppi i fatti che hanno sporcato l’immagine del nuovismo pentastellato portatore di una rigenerazione morale della politica italiana. Macchie vistose e maleodoranti che si stagliano ormai sul vetro già opaco della vita del “Movimento”. Siamo sempre lì con le domande di sempre: dove prendono i soldi, come funziona la piattaforma Rousseau, qual è il nesso reale con una srl come la Casaleggio Associati, come e dove e chi prende le decisioni. Non si sa molto, e quello che si sa si deve solo alle ricerche dei giornalisti, puntualmente oggetto di intimidazioni e insulti sui siti direttamente o indirettamente controllati dal M5s.

Il colore dei soldi che affluiscono da tanti rivoli, in una connection che ingolfa la credibilità dei “nuovi”, non è un fatto estetico. E’ uno degli aspetti centrali della lotta politica. Il M5s di soldi ne ha tanti. Per questo punta a sabotare il principale strumento trasparente di finanziamento dei partiti, il 2×100, un meccanismo volontario e popolare che non a caso ha premiato il Pd, e senza il quale il Pd non vivrebbe. E’ un attacco alla democrazia.

La mutazione genetica è dunque compiuta. Il morto ha afferrato il vivo e lo ha trascinato giù nel pozzo del malaffare: 15mila euro o 15 miliardi sul piano morale sono la stessa cosa. E vedrete che verrà fuori che non sono 15mila ma molti molti di più.

 

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