Non sanno cos’è la democrazia

Opinioni

La Casaleggio associati ha come modello l’Urss pre-Gorbaciov sia pure con lo schermo di sette sconosciuti

“E’ evidente che, se non vi è una base di democrazia interna, i partiti non potrebbero trasfondere un indirizzo democratico nell’ambito della vita politica del Paese”: sono parole di Aldo Moro all’Assemblea Costituente, il 22 maggio 1947.

Difficile non notare lo scarto tra questo parametro, esigente ma logico, con le scelte odierne del Movimento 5 Stelle.

Esso è già immerso in una serie di conflitti giudiziari dovuti alla gestione opaca di una serie di regole volutamente confuse in cui è difficile districarsi per i suoi medesimi potenziali candidati alle competizioni locali. Per non parlare poi di un voto e di uno scrutinio tutti affidati ad un’azienda privata che sin dall’inizio, per le cosiddette “quirinarie”, ha dato il sospetto di risultati pre-determinati.

Qui però siamo decisamente oltre. Il Fondatore indiscusso pare volersi ritrarre ed in gioco è addirittura la doppia carica di nuovo leader interno e di candidato Premier.

Scopriamo però il giorno 18 settembre che il candidato è sostanzialmente unico (visto che nessuno può prendere sul serio sette sconosciuti messi lì come contorno) come accadeva soprattutto nell’ex-Urss che amava imitare la legittimazione dell’elezione senza però correre i rischi della competizione. Si potrebbe replicare che qui, astrattamente, la concorrenza non era proibita. Tuttavia questa replica non sembra reggere a due serie piuttosto banali di argomenti, una sostanziale e una procedurale

Quanto alla prima: come mai un Movimento che rivendica di aver espresso già una nuova classe dirigente una volta che esce di scena il Fondatore non riesce ad esprimere più di un candidato vero? Eppure si sono alternate nella carica di capogruppo alla Camera e al Senato varie persone da inizio legislatura, apposta per non stabilizzare in modo univoco le posizioni di vertice e all’inizio c’era anche un Direttorio di ben cinque nomi a governare il Movimento. Eppure ci sono anche non pochi sindaci eletti direttamente. Possibile che nessuno di essi si senta e/o sia visto come una possibile risorsa?

Quanto alla seconda: ma vi sembra normale che le regole per questa importante selezione siano pubblicate solo il 15 settembre per chiudere le candidature il 18 e votare il 23?

Che dire infine? Forse vale la pena di rileggere un vecchio articolo di Repubblica su quando Gorbaciov cercò timidamente di passare a candidati plurimi almeno in pochi collegi: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/06/21/urss-vota-oggi-per-soviet-locali.html

La Casaleggio associati ha invece evidentemente come modello l’Urss pre-Gorbaciov sia pure con lo schermo di sette sconosciuti.

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