M5S, se l’esempio di buona amministrazione è Livorno…

Opinioni

Attenzione solo nelle città a guida grillina il fenomeno, al momento, può essere valutato nella sua fallimentare interezza

Da quando il Sindaco grillino Nogarin si è insediato a Livorno abbiamo imparato a conoscere la reale natura dello stile 5Stelle. E questo perché, fin da subito, il primo cittadino labronico è stato individuato come esempio nazionale di buona amministrazione pentastellata dagli stessi vertici del movimento.

Ma andiamo a scoprire, con esempi concreti, ciò che accade realmente nella città toscana.
Si annunciano ad esempio, più di una volta, iniziative (l’inceneritore della città è stato spento almeno cinque volte ma fino al 2021 non se ne parlerà).
Si esaltano come cambi epocali le pulizie delle spiagge e della costa cittadina (di proprietà comunale e come accade da sempre).
Si rifiuta il confronto all’interno delle istituzioni preferendo post su social o interviste (raccontando inesattezze ad un passo dalla falsità e senza contraddittorio).
Si urla alla luna accusando avversari politici, giornalisti, gli stessi dipendenti comunali, di lavorare contro il bene della città (partorendo poi delibere decisioni ed ordinanze minanti il buon vivere dei residenti).
Si contrastano le istituzioni, dai comuni limitrofi alla Provincia, dalla Regione al Governo nazionale (isolando la città dal resto d’Italia).
Si rifiuta qualsiasi intervento di sviluppo del territorio negando la necessità di un nuovo ospedale all’avanguardia (al posto di quello costruito 86 anni orsono) o di un nuovo porto (che porterebbe traffici e lavoro), permettendo allo stesso tempo a privati di costruire senza ottenere in cambio alcun interesse pubblico per la città.
Si auspica il raggiungimento di risultati nel turismo, nello sport, nella cultura (ma non si pubblicano bandi o convenzioni adeguati per la gestione di tali attività cercando oltretutto di sostituire associazioni esperte e qualificate con altre di volontariato).
Si ostentano onestà e serietà ed allo stesso tempo si definiscono eroiche le dimissioni di un consigliere regionale grillino, “perché gli altri non lo fanno”, omettendo di ricordare che il consigliere in questione ha nascosto per anni a fisco e istituzioni la proprietà di due società all’estero, trincerandosi dietro una semplice dimenticanza, e che il caso è esploso solo dopo che era stato scoperto dalla stampa.
Si propongono gli stati generali del lavoro (argomento messo da parte per tre anni perché un Sindaco “non ha nessun potere sull’argomento”, sigh) prevedendo una data successiva al primo turno delle prossime amministrative, magari per non essere distolti dalla campagna elettorale a favore dei candidati a Sindaco del movimento nei comuni interessati che, parrebbe essere, in questo momento, il compito primario.
Si aumentano ai massimi nazionali le tasse (senza che i cittadini benificino di alcun servizio aggiuntivo).
Si spostano su altri le colpe delle inadempienze amministrative.

Guardando oltre la città labronica questa prassi sta sfondando ovunque, intercettando la pancia e la protesta dei cittadini che, sfiduciati dalla crisi e da parte della politica, preferiscono uno stile diverso di cultura di governo. Attenzione però, perché solo nelle città a guida grillina il fenomeno, al momento, può essere valutato nella sua fallimentare interezza: ancora troppo poco perché gli italiani, possano comprendere adeguatamente il rischio di un salto nel buio.
A Livorno, a nostre spese, è stato capito.

 


 

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