Mdp, avevano già deciso tutto prima

Opinioni

La scelta di camminare da soli è lontanissima dai sentimenti degli elettori di centrosinistra che a gran voce e con sincera passione invocano unità e non divisione

“Proposte innovative e interessanti, ma non ci sono le condizioni politiche“. E’ quel che io, Maurizio Martina e Cesare Damiano ci siamo sentiti dire ieri da Cecilia Guerra capogruppo Mdp al Senato e Giulio Marcon capogruppo Sel alla Camera dei Deputati. Una affermazione contraddittoria perché le “condizioni politiche” si creano, a partire dai contenuti programmatici. E noi all’incontro ci siamo presentati con proposte serie su cui aprire una nuova stagione del centrosinistra.

Sul lavoro abbiamo proposto misure integrative al Jobs act finalizzate a rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato e a favorire la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, misure di maggiore tutela in caso di licenziamento, raddoppio dei fondi per il reddito di inclusione, potenziamento degli incentivi per l’assunzione di giovani, politiche attive per il lavoro e assunzione di 500.000 giovani nei servizi pubblici. Per sostenere la crescita proponiamo di Innalzare al 3% del Pil gli investimenti pubblici. Sul fronte sociale abbiamo proposto l’aumento delle risorse per il Fondo Sanitario nazionale, la loro stabilizzazione (cioè nessun taglio) per i prossimi tre anni e l’avvio del superamento del superticket. Sulle pensioni abbiamo proposto la stabilizzazione dell’anticipo a 63 anni e la sua estensione a chi ha svolto lavori non solo usuranti, ma anche “gravosi”. Sui temi della formazione abbiamo proposto l’aumento dell’obbligo scolastico a 18 anni, l’incremento delle risorse per scuola, università e ricerca, misure integrative per rendere più efficace e coerente il rapporto tra scuola e lavoro. Decarbonizzazione, messa in sicurezza del territorio, contrasto al consumo di suolo, sostegno alla mobilità sostenibile, carbon tax a carico delle emissioni di Co2, incentivi all’efficientamento energetico, sono alcune delle proposte per un programma di governo ecologico e ambientalista. Sul fisco: riordino della fiscalità comunale, web tax, agevolazioni fiscali per le famiglie a sostegno della genitorialita e misure di lotta all’evasione. E sui diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare all’adozione delle legge sullo Ius soli e sul fine vita entro la fine della legislatura. Insomma, tutte proposte su cui l’intesa era possibile ed è stata rifiutata.

La verità è che i dirigenti di Mdp hanno deciso da tempo – dalla scissione – di intraprendere una strada solitaria. E per giustificarla debbono dare una rappresentazione caricaturale dell’azione di governo di questi anni, descrivendola come un cumulo di errori e di scelte di destra. Quando una obiettiva analisi non può negare che oggi l’Italia è assai più solida, sicura e giusta del Paese di quattro anni fa. Ma sopratutto la scelta di camminare da soli è lontanissima dai sentimenti degli elettori di centrosinistra che a gran voce e con sincera passione invocano unità e non divisione. Una domanda che noi del PD abbiamo fatto nostra aprendoci al confronto con Campo Progressista, Verdi, Socialisti, Italia dei Valori, Centristi Democratici e Radicali per costruire insieme una nuova alleanza di centrosinistra capace di raccogliere le speranze e le aspettative degli italiani e di impedire che l’Italia sia preda della destra o del populismo.

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