Sulla Net Neutrality l’America torna indietro, l’Europa no

Opinioni

Se l’Europa saprà difendere la sua rete e preservare quello che oggi è il più grande spazio di libertà sul pianeta la nuova frontiera dell’innovazione si potrebbe spostare su questa sponda dell’Atlantico

La marcia indietro americana sul principio della neutralità della rete potrebbe mettere a repentaglio anche i diritti dei cittadini, dei consumatori e delle imprese europee. Per questo venerdì ho presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea in cui ho chiesto all’esecutivo comunitario di prendere posizione e di comunicare quali azioni intende intraprendere per difendere i diritti sanciti dal regolamento UE 2015/2120 (cui ho personalmente lavorato come relatore ombra per il mio gruppo dei Socialisti e Democratici) che stabilisce misure riguardanti l’accesso a un’Internet aperta, sancisce norme vincolanti sulla neutralità della rete nella legislazione dell’Ue e stabilisce per la prima volta in Europa il principio di una gestione del traffico non discriminatoria.

Giovedì la Commissione Federale delle Comunicazioni americana, a guida repubblicana, ha ribaltato il principio della Net Neutrality sancito dalla stessa Fcc nel 2015, dopo la mobilitazione di 4 milioni di cittadini americani e la netta presa di posizione dell’allora presidente Obama.

Tre anni fa fu proprio la determinazione del presidente democratico a contribuire in modo determinante alla vittoria della battaglia che parallelamente abbiamo condotto al Parlamento europeo, per migliorare il “Regolamento per il mercato unico delle telecomunicazioni” presentato nel 2013 dalla Commissione Barroso.

Insieme a noi eurodeputati si sono mobilitati mezzo milione di cittadini europei che, per difendere il principio della neutralità della rete, hanno organizzato marce in sei città del Continente e hanno spedito quarantamila fax ai parlamentari. A scendere in campo, tra gli altri, fu anche il padre del web, Tim Berners-Lee.

Il regolamento della Commissione è stato quindi modificato in modo da difendere la Net Neutrality ed è entrato in vigore nel 2016, ma le ombre che minacciano la libertà della rete sono ancora tante e le sfide del futuro, tra Internet of Things e Intelligenza Artificiale, sono ancora molte. Per questo anche prima della decisione della Fcc americana non potevamo dare per acquisito il principio della neutralità della rete.

I diritti vanno applicati concretamente e le libertà esercitate.Nei giorni scorsi il Berec, l’organismo che riunisce tutti i regolatori Tlc europei, ha pubblicato un rapporto per fare il punto sulla situazione reale a un anno dall’entrata in vigore del regolamento che stabilisce la Net Neutrality.

Le autorità di regolazione nazionale stanno ancora imparando a disciplinare in maniera uniforme la materia di fronte ai continui cambiamenti della tecnologia e alle tante offerte fatte dalle compagnie di Tlc che rischiano di introdurre delle discriminazioni sul traffico dati. La decisione americana inoltre arriva proprio nel momento in cui a Bruxelles stiamo lottando per creare un mercato unico digitale, abbattendo le tante frontiere interne virtuali come le tariffe roaming.

Il rischio è che ora possa venir meno la disponibilità dimostrata fino ad ora delle grandi compagnie di Tlc europee. Ma insieme ai rischi ci sono sempre anche le opportunità: se l’Europa saprà difendere la sua rete e preservare quello che oggi è il più grande spazio di libertà sul pianeta la nuova frontiera dell’innovazione si potrebbe spostare su questa sponda dell’Atlantico.

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