Noi, apripista di civiltà

Opinioni

Sono ventiseimila secondo i dati recenti, arrivati senza un genitore, un parente, senza conoscere la lingua

“304 favorevoli. 8 contrari. 24 astenuti. La Camera approva”. La formula letta dalla presidente Boldrini è stata quella rituale. La sostanza no, quella è stata molto di più. Perché da ieri, finalmente, l’Italia ha una legge saggia e di pura civiltà che tutela i minori stranieri non accompagnati. Per una volta possiamo dire di essere tra gli apripista in Europa. Lo so, le parole, le definizioni, spesso aiutano ma non sempre bastano a comprendere le vite che si nascondono dietro i drammi veri. Penso di averlo compreso meglio mentre da relatrice seguivo l’iter di questa legge, ascoltavo le associazioni, i sindaci, le famiglie dell’accoglienza o i magistrati che ci hanno raccontato il calvario di tanti, portandoci testimonianze dolorose di adolescenti costretti a maturare in fretta.

Perché questo dobbiamo saperlo, quando parliamo di ragazze e ragazzi che sbarcano sulle nostre coste o passano il confine tra “noi” e gli “altri”, parliamo di una mescolanza di tragedie e speranze. Sono ventiseimila secondo i dati recenti, arrivati senza un genitore, un parente, senza conoscere la lingua. Soli, semplicemente soli, spesso in balia di reti criminali ciniche nello sfruttarne i corpi in un mercato osceno di prostituzione e commerci.

 

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