Non è che Laura Boldrini ha sbagliato partito?

Opinioni

“La sinistra è incompatibile con M5s”: Grasso e Bersani non dicono questo

Laura Boldrini ha un’altra idea rispetto al collega-presidente Grasso e soprattutto al suo mentore Pier Luigi Bersani sul M5s. L’ha esposta chiaramente a Ottoemezzo, la trasmissione di Lilli Gruber: “Per quanto mi riguarda – ha affermato – io non credo che ci siano punti di congiunzione tra una forza di sinistra come noi e M5S”. E rivolta a Di Maio che nei giorni scorsi l’aveva per l’ennesima volta attaccata sul piano personale: “Io penso che Luigi Di Maio abbia ragione: lui dice che non vorrebbe mai fare un governo con me e io gli do ragione perché io ho in mente una agenda progressista in testa e lui no. Io penso che i valori della sinistra non combaciano con quelli dei 5 stelle”.

La Boldrini in sostanza descrive il M5S – non i suoi elettori, presumiamo, ma i suoi dirigenti, a partire dal suo “capo politico” – come incompatibile con le idee e i valori della sinistra: e pertanto si pone oggettivamente in sintonia, sul piano dell’analisi, con il Pd che appunto considera i grillini una particolarissima variante della destra italiana.

Non si tratta di una questione secondaria.

Tanto più che la presidente della Camera su un accordo post-voto con i grillini non è possibilista come Grasso o Bersani (“Io sono sempre quello dello streaming”): e non si tratta solo di una idiosincrasia personale nei confronti di Di Maio o Di Battista – un altro che in questi anni l’ha insultata platealmente in Aula e fuori – ma proprio di una questione politica: la sinistra con M5S non si può alleare per una questione di valori.

E dunque, anche ripensando ad altri suoi interventi, non è forse sbagliato pensare che Laura Boldrini immagini una ripresa del discorso unitario. La difesa degli 80 euro, la politica di Minniti (almeno in parte) sull’immigrazione, le leggi sui diritti delle persone, la battaglia contro l’odio in Rete e le fake news sono tutti capitoli nei quali la sintonia con il Pd non viene sottaciuta. Siamo dunque molto lontani da chi – anche in LeU, il partito che lei ha scelto – individua nel Pd il nemico principale, come si diceva un tempo. Interessante.

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